Il rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico in Italia è ben poco rassicurante: il 13% del territorio nazionale è a rischio erosione e frane. In altre parole, qualcosa come 4 milioni di ettari di terreno agricolo e forestale sono attualmente in pericolo.

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Un intervento definitivo, pensato su un periodo medio di 10 anni, viene stimato possa pesare sulle casse dello Stato qualcosa come 7 miliardi di euro. Una cifra importante, non facile da reperire in tempi di crisi. Il rapporto insiste però sul fatto che non vi sia motivo per ritenere “conveniente” far slittare l’intervento.

Negli ultimi 10 anni lo Stato ha speso 2 miliardi per i danni causati dalle alluvioni alle aziende agricole e 3,5 miliardi in ordinanze di Protezione Civile a fronte dei disastri più ingenti. Inoltre, si sono persi qualcosa come 2,5 miliardi di euro in attività economiche a causa della riduzione di produttività del suolo.

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Conti alla mano sarebbe conveniente intervenire quanto prima. Per chi volesse approfondire, il testo delle “Linee guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale” è scaricabile dalle pagine del sito ufficiale dell’ISPRA.

15 marzo 2013
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I vostri commenti
Patrizia, giovedì 13 febbraio 2014 alle21:40 ha scritto: rispondi »

Mio figlio laureato in geologia nel 2001 votazione 110, con un master in rischio idrogeologico non ha trovato lavoro. In Italia il governo preferisce le catastrofi che la prevenzione.

Angelo, domenica 17 marzo 2013 alle18:29 ha scritto: rispondi »

E le " SORELLE " ? Chi fermerà il loro sfrugugliamento del nostro sottosuolo ? Quelli della bassa modenese stanno aspettando di sapere se sulla loro terra potranno ancora viverci e lavorare tranquilli in futuro oppure no ! ! ! ! ! !

Silvano Ghezzo, sabato 16 marzo 2013 alle17:45 ha scritto: rispondi »

In Italia, più che sette miliardi di euro, servirebbero 10 milioni in meno di popolazione, affinchè diventi un paese più naturalistico e meno cementificato.

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