Il rischio di frane e alluvioni è elevato in oltre 6 mila Comuni italiani. A lanciare l’allarme è il Consiglio Nazionale dei Geologi, riunitosi oggi a Genova in occasione degli Stati generali sul dissesto idrogeologico. Secondo gli esperti la regione più a rischio è la Toscana, che conta ben 280 Comuni in aree dissestate, pari al 98% del totale.

Tra le regioni più esposte figurano anche la Calabria, l’Umbria, la Valle d’Aosta e le Marche. Come testimonia la recente nuova alluvione di Genova, malgrado la quasi totalità dei suoi Comuni sorga in territori a rischio idrogeologico elevato, l’Italia si fa trovare ancora impreparata a gestire piogge torrenziali e torrenti in piena.

I geologi italiani chiedono più fondi per la prevenzione del dissesto idrogeologico, affidando a Gian Vito Graziano, presidente del CNG, un appello al Governo, affinché investa in una gestione più sostenibile e responsabile del territorio:

Non è più possibile continuare a rincorrere le emergenze e a contare le vittime senza fare nulla per ridurre le probabilità che si verifichino altre frane e alluvioni. Non si può rispondere alle alluvioni con la sola richiesta di fondi per le somme urgenze.

Puntiamo a sistemi di progettazione sostenibile, inserendo i progetti nel loro contesto, l’Italia deve necessariamente iniziare a pensare alla prevenzione, anteponendola agli interessi economici e abitativi che sino ad oggi hanno prevalso sulla messa in sicurezza del territorio.

Al momento oltre la metà dei Comuni italiani non attua programmi di prevenzione incisivi per prevenire i disastri. Il 16% delle amministrazioni comunali è del tutto impreparato.

Una lacuna che mette a repentaglio ogni giorno la vita di milioni di cittadini. Sono infatti 6 milioni i residenti in aree ad alto rischio idrogeologico.

Non mancano realtà virtuose, come i Comuni di Calenzano (Fi), Agnana Calabra (Rc) e Monasterolo Bormida (At), che hanno attuato programmi efficaci e a lungo termine per la riduzione del rischio idrogeologico.

30 ottobre 2014
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