Il dissesto idrogeologico è la prima emergenza in Italia. A sostenerlo è il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nel corso di un forum sui temi ambientali organizzato dall’agenzia di stampa Ansa.

Galletti ha sottolineato che finora in Italia le situazioni critiche venivano affrontate nominando un commissario esterno. Secondo il ministro una soluzione simile non faceva altro che complicare le cose, rallentando una risoluzione tempestiva dello stato di emergenza. Per questa ragione il Governo ha deciso di affidare la gestione delle emergenze ai Governatori di Regione, snellendo le procedure per gli interventi e accorciando i tempi per dare una risposta più immediata alla popolazione in difficoltà.

Il Governo è poi intervenuto su un altro nodo che rendeva difficoltosa la messa in sicurezza del territorio: i fondi per la prevenzione del rischio idrogeologico bloccati. Galletti ha ricordato che per una serie di concause, tra cui il Patto di stabilità, ben 2,3 miliardi stanziati contro il dissesto idrogeologico giacevano inutilizzati.

Il Governo ha già sbloccato 1 miliardo, avviando decine di cantieri. Il piano per la messa in sicurezza del territorio è però più lungimirante, come illustra lo stesso Galletti:

Abbiamo lavorato a un Piano strategico che nasce dall’esigenza di puntare a tutte le priorità che le Regioni ci hanno inviato: abbiamo messo risorse per quei 2,3 miliardi e 5 miliardi dai Fondi di coesione che andranno a finanziare un piano settennale per quello che è un vero e proprio intervento straordinario.

Una grande opera quella contro il dissesto idrogeologico in Italia, una delle poche di cui il Paese ha davvero bisogno per assicurare a tutti i cittadini condizioni di sicurezza anche in presenza di eventi meteo estremi come quelli innescati dai cambiamenti climatici.

A proposito di cambiamenti climatici, Galletti ha ricordato l’accordo siglato da Renzi a Bruxelles a ottobre del 2014, una firma definita storica dal ministro dell’Ambiente perché vede l’Italia in prima linea contro il riscaldamento globale sul fronte della riduzione delle emissioni. Proprio per ridurre l’inquinamento che deriva dagli alti consumi di energia il Governo ha investito 350 milioni per l’efficientamento energetico delle scuole e degli edifici pubblici e ha limitato la cementificazione per preservare i depositi naturali di CO2.

Intanto in Italia si sta disputando un’altra battaglia importante per l’ambiente: l’introduzione di nuovi ecoreati nel codice penale. Galletti si è detto contrario all’introduzione di emendamenti che smorzino le pene. Chi inquina dovrà scontare una pena detentiva e non soltanto limitarsi a pagare una sanzione.

Una misura decisa per riconoscere il danno ambientale e sociale dell’inquinamento. Galletti ha poi affrontato il tema della Terra dei Fuochi, spiegando che sarebbe ora di smetterla di chiamarla così per non danneggiare l’industria agroalimentare campana:

Abbiamo diviso l’area in cinque fasce e di queste solo 14 ettari di terreno, se coltivati, producono colture pericolose per la salute. Il resto delle aree sono sane così come lo sono i prodotti: lo dice la scienza, e spero che la scienza sia esatta.

Sempre in tema di inquinamento Galletti si è detto contrario al salvataggio dell’ILVA di Taranto senza tutela ambientale. Il piano di bonifica e conversione dell’azienda dovrà essere pronto entro il 30 agosto del 2016 per tutelare sia la salute pubblica che l’economia locale.

Lo stesso discorso è valido per le trivellazioni: il ministro dell’Ambiente farà applicare la legge per evitare danni ambientali, senza però compromettere lo sviluppo economico. Il ministro ha parlato infine dei risvolti ambientali di Expo 2015:

Io penso che sarà una grande occasione non solo economica per il Paese perché dal punto di vista dell’ambiente rimarrà il grande messaggio etico che abbiamo messo al centro dell’esposizione internazionale: quello contro lo spreco alimentare.

18 febbraio 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 19 febbraio 2015 alle1:33 ha scritto: rispondi »

Per risanare appena decentemente il dissesto ambientale italiano ci vogliono almeno 20 miliardi di euro, e decidersi anche a riformare radicalmente la nostra mostruosa burocrazia, che opprime il paese e ne spreca le risorse ; altro che modificare subito il senato e le leggi elettorali.

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