Sono stati sottoscritti ieri a Palazzo Chigi, da Governo ed Enti locali, gli accordi di programma quadro per l’assegnazione dei fondi previsti dalla prima parte del Piano contro il dissesto idrogeologico nelle aree metropolitane. Si parla di 653 milioni dallo Stato, ma altri 150 dovrebbero arrivare dalle Regioni. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sostiene che grazie ai fondi europei sarà possibile finanziare un’altra serie di interventi nei prossimi mesi.

All’incontro hanno presenziato il ministro Galletti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, il coordinatore di #italiasicura Mauro Grassi e i rappresentanti delle Regioni (Emilia Romagna, Abruzzo, Liguria, Lombardia, Sardegna, Veneto e Toscana) e delle città di Milano, Genova, Bologna, Venezia e Firenze.

La firma è avvenuta in una giornata simbolica, anniversario della disastrosa alluvione di Firenze del 1966 e della più recente, ma altrettanto disastrosa alluvione di Genova del 2011. Galletti plaude a questo accordo, ma spiega che non devono essere usati toni trionfalistici, almeno finché le opere non saranno completate e questo purtroppo richiederà del tempo. Per questo il ministro fa appello alle Regioni affinché i 33 cantieri di emergenza scelti, partano subito e si concludano in fretta. Anche lo Stato è andato lungo con i tempi, ammette:

Ci abbiamo messo molto, ma la burocrazia è ancora tanta; e in più abbiamo fatto un lavoro di ricognizione: in questo anno abbiamo fatto una mappatura delle emergenze sul territorio.

La Regione che ha ricevuto più fondi è la Liguria, con 315 milioni di euro, segue la Lombardia con 145, quindi il Veneto con 109, la Toscana con 106, l’Abruzzo con quasi 55, l’Emilia Romagna con 43 e infine la Sardegna con 25. Sono queste le 7 Regioni più fragili per il momento. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, spiega però che:

Questi accordi con sette Regioni sono il primo passo per una proficua collaborazione interistituzionale. Abbiamo intenzione di procedere con altre Regioni.

Gli eventi climatici delle ultime settimane con le sofferenze che ne sono conseguite richiamano con forza e in modo molto significativo quanto sta avvenendo a Messina, che è soltanto l’ultimo segnale. Su questo il governo è intervenuto con molta energia.

5 novembre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 6 novembre 2015 alle19:43 ha scritto: rispondi »

Solo un "contentino", ammesso che vadano a buon fine, e che certo non risolverà l'attuale grave emergenza.

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