Mettere in sicurezza il territorio italiano, proteggendo i cittadini dal rischio idrogeologico, è un’operazione sicuramente lunga e costosa. Tuttavia, non intervenire è altrettanto oneroso per le finanze pubbliche.

Le cifre diffuse dal Governo sono allarmanti: dal 1945 a oggi, frane e alluvioni sono costate alle casse dello Stato ben 3,5 miliardi di euro all’anno in risarcimento danni. Senza contare le perdite umane incalcolabili. L’assurdità della situazione italiana è che persino i fondi già stanziati per interventi necessari non sempre vengono utilizzati. Dal 1998 a oggi ben 2.480 milioni di euro già disponibili non hanno infatti trovato impiego.

Per limitare la spesa pubblica, prevenire ulteriori disastri e assegnare i fondi è stata finalmente predisposta una task force contro il dissesto idrogeologico. L’unità di missione Italiasicura, coordinata da Erasmo D’Angelis, attuerà misure straordinarie per mettere in sicurezza i Comuni italiani a rischio, ben l’82% del totale.

Le risorse stanziate per mettere in sicurezza l’Italia ammontano complessivamente a 4 miliardi, per un totale di 3.395 interventi finanziati, da depuratori e fognature a progetti per mitigare l’impatto del riscaldamento globale sul territorio italiano. Come ha fatto notare D’angelis:

I cambiamenti climatici hanno cambiato anche il regime delle precipitazioni, oggi a carattere esplosivo: dai 100 eventi meteo con danni ingenti l’anno registrati fino al 2006 siamo passati al picco di 351 del 2013 e a 110 nei soli primi 20 giorni del 2014.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha spiegato che gli interventi anti-dissesto saranno la più grande opera pubblica di questa legislatura. Soddisfazione per l’istituzione dell’unità di missione Italiasicura è stata espressa anche da Ermete Realacci. Il presidente della commissione Ambiente alla Camera ha evidenziato le ricadute occupazionali degli interventi di messa in sicurezza del territorio:

Prevenzione, manutenzione del territorio, messa in sicurezza e qualificazione del patrimonio edilizio esistente, oltre a essere un’esigenza non più prorogabile del Paese per garantire maggiore sicurezza a cittadini e ambiente, sono anche una straordinaria occasione per produrre occupazione legata al territorio.

10 luglio 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 17 luglio 2014 alle23:39 ha scritto: rispondi »

Errata corrige, ovviamente leggasi "catastrofe idrogeologica" . Sono troppo pignolo per lasciar correre un mio banale errore di battitura.

Silvano Ghezzo, giovedì 10 luglio 2014 alle23:26 ha scritto: rispondi »

Spero solo che dalle parole si passi velocemente ai fatti concreti , altrimenti non resta che riesumare la solita frase di circostanza : la via verso l'inferno (la catastrifo idrogeologica) è lastricata di buoni propositi .

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