Accumulare in modo incontrollato e compulsivo varie tipologie di oggetti, anche inutili e non utilizzati, essendo incapaci di separarsene tanto da provare disagio al solo pensiero di disfarsene. Questa, in breve, la definizione di disposofobia, nota anche come disturbo da accumulo compulsivoaccumulo patologico seriale, problematica che affligge molte persone e si ripercuote pesantemente sulle relazioni e sulla qualità della vita, spesso compromessa e limitata.

Chi soffre di disposofobia non deve essere paragonato al soggetto semplicemente disordinato e non rispecchia le medesime caratteristiche del collezionista, in quanto la tendenza ad accumulare oggetti non presuppone una adeguata organizzazione spaziale tanto da portare alla creazione di un ambiente circostante estremamente pieno, disordinato e inevitabilmente carente dal punto di vista igienico.

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Percependo la separazione dagli oggetti come fonte di sofferenza, un soggetto disposofobico non riesce a privarsi delle sue cose ma, allo stesso tempo, non è in grado di conservarle adeguatamente, provando un benessere solo apparente nell’accatastarle in vario modo.

Prima di esaminare cause, sintomi ed eventuali cure per la disposofobia è doverosa una premessa: fin dalle prime avvisaglie un consulto con uno specialista diventa fondamentale, infatti il disturbo da accumulo compulsivo si accompagna spesso ad altri malesseri come stati depressivi e ansiosi.

Cause e sintomi

Causa scatenante della disposofobia potrebbe essere un avvenimento negativo, un lutto, una perdita affettiva da cui si fa fatica a riprendersi. Un qualche evento che genera uno stress tale da non essere superato, creando un vuoto da colmare e provocando il costante bisogno di circondarsi da oggetti ritenuti cari e indispensabili.

Spesso a diventare disposofobici sono soggetti caratterizzati da un’indole estremamente introversa, persone con una vita sociale limitata e talvolta con un familiare o un parente che ha sofferto del medesimo disturbo. Secondo molti esperti, inoltre, la disposofobia non si manifesta da sola ma compare insieme ad altre problematiche inerenti la sfera della personalità.

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I primi campanelli d’allarme sono rappresentati dalla tendenza a non gettare via nessun oggetto appartenente al passato e, soprattutto, privo di qualsiasi utilità. La tendenza all’accumulo è spesso accompagnata dall’impulso irrefrenabile all’acquisto e all’acquisizione di utensili, materiali, suppellettili che aumentano talmente da dover essere riposti in ogni angolo dell’abitazione.

Rischi e cure

I rischi cui va incontro chi soffre di disposofobia sono numerosi e di varia gravità: problematiche di natura igienica sono accompagnate dal pericolo di subire traumi a causa della pessima organizzazione spaziale, mentre ad acuirsi possono essere anche i conflitti con i familiari.

Le possibili cure devono essere necessariamente prescritte dallo specialista in disturbi di natura mentale, che probabilmente avvierà un programma di sedute di psicoterapia prescrivendo eventualmente una terapia farmacologica mirata a ridurre i sintomi depressivi.

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Per aumentare le chance di completa risoluzione del problema e limitare “ricadute”, è indispensabile evitare totalmente il fai da te e riporre la fiducia in un professionista esperto in questo tipo di malesseri. A tal proposito, il supporto familiare può rivelarsi determinante.

12 settembre 2017
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