Quando sulla pelle compaiono macchie e alterazioni di tonalità più chiare o più scure rispetto al colore di base, si parla generalmente di discromie cutanee. Possono manifestarsi come modifiche localizzate in un’area ristretta oppure essere molto estese, tanto da coprire gran parte dell’epidermide, dovute solitamente a un eccesso o a una carenza di melanina, prodotta a sua volta dai melanociti responsabili di conferire la pigmentazione alla pelle.

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A seconda della disparità di colore tra le macchie e la pelle, inoltre, le discromie cutanee possono essere considerate ipercromie, se il colore è più marcato rispetto a quello originario, mentre si classificano come ipocromie le alterazioni basate sulla comparsa di zone più chiare rispetto all’area circostante.

Tipologie

Le discromie cutanee possono avere dimensioni e caratteristiche differenti, presentando talvolta margini ben definiti ma anche bordi sfumati. Per quanto riguarda l’estensione, ad esempio, si possono notare piccole macchie di pochi millimetri ma anche zone di colorazione alterata, che misurano anche alcuni centimetri.

Sono ipercromie le comuni lentiggini, le efelidi, il melasma e il cloasma gravidico: si tratta di pigmentazioni acquisite che compaiono generalmente sul volto e sono causate dall’assorbimento dei raggi solari, talvolta provocate da condizioni particolari come la gravidanza, dall’uso prolungato di contraccettivi ormonali o di alcuni tipi di farmaci.

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Le ipocromie, invece, riguardano altre manifestazioni come la vitiligine oppure anomalie congenite ed ereditarie come l’albinismo. In quest’ultimo caso, la depigmentazione non riguarda solo la pelle ma anche i capelli, i peli del corpo e la stessa iride.

Cause

Non esiste un’unica causa delle discromie cutanee, tuttavia, oltre alla maggiore o minore concentrazione di melanina, la responsabilità può ricadere sul depositarsi di pigmenti di differente origine, dai caroteni all’emoglobina.

Se dietro la comparsa di macchie scure possono esserci gli effetti nocivi delle radiazioni solari, come nel melasma e nelle lentiggini solari, anche alcune sostanze chimiche possono creare irritazioni e infiammazioni che lasciano segni evidenti sulla pelle.

Per le discromie ipocromiche, invece, sono chiamati in causa disturbi di natura autoimmune o patologie infettive pregresse, ma anche possibili infezioni di origine micotica come la “Pitiriasi versicolor ipercromizzante”.

Prevenzione e cura

Per evitare la comparsa di antiestetiche macchie sulla pelle, soprattutto sul viso, è fondamentale non solo adoperare prodotti con filtro solare durante l’esposizione estiva, ma anche nelle altre stagioni, favorendo la creazione di uno schermo che limiti il rischio di sviluppare discromie.

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I trattamenti messi in atto a livello dermatologico variano a seconda dell’origine del disturbo, passando dai prodotti esfolianti alle creme topiche mirate e depigmentare le zone più scure. Risorse possibili sono anche la crioterapia e il laser, così come la luce pulsata.

Rimedi naturali

Per schiarire le zone iperpigmentate è sempre possibile provare a usare alcuni rimedi fai da te, sfruttando alcune preziose risorse naturali:

  • Aloe vera: il gel di questa pianta favorisce il ripristino della pigmentazione naturale soprattutto quando le alterazioni sono dovute all’esposizione solare;
  • limone in gocce: applicato sulla pelle, localmente in corrispondenza delle aree scure, aiuta a schiarire progressivamente.

1 novembre 2017
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