I funzionari del governo americano hanno annunciato ieri nella tarda serata che il petrolio fuoriuscito dal Golfo del Messico si muove a una velocità cinque volte superiore rispetto a quella suggerita dalle stime iniziali.

In una conferenza stampa l’ammiraglio della Guardia Costiera Mary E. Landry ha riportato l’analisi di uno scienziato della National Oceanic and Atmospheric Administration: sono cinquemila e non mille, come era stato inizialmente calcolato, i barili di petrolio al giorno che si stanno riversando nell’oceano dalla piattaforma offshore Deep Water Horizon. L’ammiraglio Landry ha spiegato che il nuovo calcolo deriva da osservazioni fatte in volo sopra la chiazza di petrolio, studiando la traiettoria della caduta e dalla scoperta di una seconda falla nell’impianto di trivellazione che sta rilasciando petrolio in mare.

La piattaforma della società svizzera Transocean era affondata il 22 aprile, due giorni dopo aver preso fuoco mentre portava a termine un pozzo per la British Petroleum.

Doug Suttles, capo delle operazioni di esplorazione e produzione per conto della BP, ha dichiarato che la seconda falla era già stata scoperta dai funzionari a bordo e ora sembra ne sia stata avvistata un’altra:

Questa terza falla non era stata considerata dalle stime iniziali di perdita di greggio, perché non credevamo che potesse influenzare così tanto la quantità di petrolio fuoriuscito verso le coste.

E ora è una corsa contro il tempo per cercare di fermare la marea nera che si avvicina alla costa della Louisiana, da cui ora dista solo 37 chilometri. Decine di navi e aerei sono stati coinvolti nell’impresa di arrestare il disastro e dopo il fallimento dei robottini sottomarini, impiegati per applicare una valvola per turare le brecce sottomarine, la Bp e la Guardia costiera hanno deciso di appiccare un rogo controllato per bruciare il greggio.

29 aprile 2010
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I vostri commenti
Traetta Silvestro, lunedì 12 luglio 2010 alle0:45 ha scritto: rispondi »

Salve Sono un congegnatore metalmeccanico con esperienza cantieristica di circa anni 40, sono titolare anche della mia azienda. Nei miei anni di lavoro ho risolto molti problemi tecnici, complessi sia meccanici che di carpenteria pesante, faccio anche impianti di alta pressione, con questo non dico molto, ma ritengo di poter essere in grado di risolvere almeno l'ottanta per cento il vostro problema, naturalmente con la colaaborazione dei voetri tecnici e delle vostre attrezzature. Non vi costa niente farmi contattare da un vostro responsabile, preciso non voglio compensi, ma solo dimostra che il problema si può risolvere. Non dimenticate che bisogna tentarle tutte. Vi saluto distintamente Traetta

Brown Bear, giovedì 17 giugno 2010 alle18:52 ha scritto: rispondi »

Come si chiude il tubo?? Semplice come facciamo nell'orto x chiudere il tubo dell'acqua! Basta piegarlo su se stesso. Più seriamente. Un robot cingolato in grado di muoversi sul fondo dotato di una pinza idraulica. Individua il tubo e lo schiaccia in alcuni punti facendone un tatto. Poi lo pinza a metà della zona e ruotando lo piega a 360 gradi. Esce, lo riprende e lo schiaccia su sè stesso = Tubo chiuso. Saluti.

cesare aloisi, lunedì 24 maggio 2010 alle8:55 ha scritto: rispondi »

Io alcune idee le ho....vorrei fare una videoconferenza con i tecnici BP . Saluti , Cesare Aloisi

filippo guida, domenica 16 maggio 2010 alle15:04 ha scritto: rispondi »

io ho fatto un piccolo prototipo ,elo provato e secondo me funziona ,basta fare i calcoli giusti.ho fatto dei piccoli video.la procedura della campana è giusta manca una cosa!!!

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