Domenica sera, proprio mentre si stavano facendo le prime stime per capire se si sarebbe raggiunto o meno il quorum al referendum sulle trivelle, verso le 19 è avvenuto quello che sembra un incidente: da una condotta dell’oleodotto Iplom che da Multedo, passando da Fegino, porta il petrolio fino a Busalla (Genova) sono fuoriusciti 500-600 metri cubi di greggio.

Questo sarebbe avvenuto, secondo quanto dichiara l’azienda, mentre era in corso il trasferimento di petrolio da una nave nel Porto Petroli di Multedo. Dopo aver riscontrato un calo di pressione la Iplom avrebbe immediatamente interrotto il pompaggio e la perdita sarebbe stata quindi contenuta.

Sono intervenuti subito Protezione Civile, Vigili del Fuoco, la stessa Iplom e i Servizi Ecologici locali. Sono state poste delle panne per contenere le perdite e per mezzo degli escavatori sono state allestite tre dighe all’altezza dell’Ikea a Campi. Questo per adesso ha impedito che le perdite arrivassero al mare, anche se non si potrà averne la certezza fino a quando la situazione non sarà stata normalizzata.

Pur non essendo sostanze volatili sono state trattate con schiumogeni per evitarne l’evaporazione. Gli abitanti della zona sono stati invitati a rimanere dentro casa con le finestre chiuse, ma dalle prime analisi di ARPAL non sembrerebbero esserci condizioni di emergenza per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, anticipa che arriverà anche l’ISPRA a dare manforte:

Siamo di fronte a un disastro di livello nazionale, nelle prossime ore arriveranno due tecnici dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che supporteranno ARPAL nel lavoro.

Il ministro Gian Luca Galletti ha dichiarato, in un primo momento:

Sono preoccupato per l’evoluzione che la situazione potrebbe avere nelle prossime ore, seguo la vicenda in prima persona.

L’assessore alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone, ha sottolineato come ci sia un continuo confronto e contatto tra tutte le figure coinvolte per cercare di risolvere il problema il prima possibile e ripristinare la situazione dei corsi d’acqua interessati (rio Pianego, rio Fegino e il torrente Polcevera). Mentre il direttore marittimo della Liguria, l’Ammiraglio Giovanni Pettorino, ha:

Diffidato, ai sensi della legge sulla difesa del mare, la società Iplom a rimediare all’inquinamento marino provocato e a rimuoverne, a proprie spese, tutte le conseguenze.

Nel pomeriggio di ieri si è riunito il comitato operativo per programmare le prossime fasi di recupero. Finora si è proceduto all’assorbimento e alla rimozione meccanica, certo è che si tratta di un materiale denso e pesante che dovrà essere rimosso da una lunghezza di 3-4 km dell’alveo. Non sarà semplice né veloce tornare alla situazione iniziale.

19 aprile 2016
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 19 aprile 2016 alle19:52 ha scritto: rispondi »

Acc.......Non poteva capitare qualche giorno prima, forse ne avrebbe guadagnato qualche punto in più il quorum referendario. Ironia a parte, disastri simili possono capitare anche nei pozzi estrattivi in mare e allora si che sarebbero dolori.

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