Quanto ci costano in termini economici gli eventi meteorologici estremi? Una stima arriva dalla compagnia assicurativa tedesca Munich Re, secondo la quale le catastrofi naturali che si sono verificate nel corso del 2012 hanno comportato perdite complessive per 160 miliardi di dollari (122 miliardi di euro).

La maggioranza dei danni, il 67% del totale, riguarda gli Stati Uniti, probabilmente a causa dell’uragano Sandy, che ha “totalizzato” le perdite più ingenti. A livello globale, le compagnie assicurative rimborseranno circa 65 miliardi di dollari, pari a 49,6 miliardi di euro, dei quali circa 25 finiranno per coprire i danni di Sandy.

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Nonostante si tratti di cifre importanti, la compagnia assicurativa sottolinea come sia andata molto meglio rispetto al 2011, quando il terremoto in Giappone e le alluvioni in Thailandia portarono le perdite planetarie a superare quota 400 miliardi di dollari (305,5 miliardi di euro). In ogni caso, l’unica strada per limitare i danni resta quella della prevenzione. Lo spiega chiaramente Torsten Jeworrek della stessa Munich Re:

Le pesanti perdite causate da catastrofi naturali legate ad eventi meteorologici negli Usa mostrano come sia necessario un maggiore sforzo per la prevenzione. Sarebbe sicuramente possibile proteggere meglio conurbazioni come New York dagli effetti di questi eventi estremi, tali azioni avrebbero senso da un punto di vista economico.

Se investire in prevenzione ha senso dal punto di vista economico, lo ha ancora di più in termini di vite umane. Nel 2012 sono state circa 9.500 le persone che in tutto il mondo hanno perso la vita a causa di catastrofi naturali. Un numero decisamente inferiore alla media dell’ultimo decennio, pari a 106.000 vittime l’anno. Un miglioramento, spiegano gli assicuratori, dovuto al fatto che nel 2012 poche catastrofi naturali di si sono verificate nei paesi in via di sviluppo, dove le conseguenze sono prevedibilmente più drammatiche.

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Negli anni a venire la prevenzione diventerà un aspetto ancora più decisivo, soprattutto a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Se non è possibile ricondurre i singoli eventi catastrofici al climate change, infatti, molti studiosi sono concordi nel ritenere che la frequenza e l’intensità dei disastri naturali è in aumento a causa del riscaldamento globale. Spiega Peter Hoeppe, capo della Geo risks research di Munich Re:

Numerosi studi prevedono un aumento dei periodi di siccità in Nord America e una probabilità crescente di cicloni gravi lungo la costa orientale degli Usa, mentre l’aumento del livello del mare causato dal cambiamento climatico aumenterà il rischio di tempeste. Senza alcuna prospettiva apparente di progresso nei negoziati internazionali sul clima, come quelli recenti a Doha, l’adattamento a tali pericoli è assolutamente essenziale.

4 gennaio 2013
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