Un recente rapporto dell’ONU, presentato nelle scorse ore a Ginevra, evidenzia l’impatto devastante dei disastri climatici sulla popolazione mondiale. Secondo gli esperti gli eventi meteo estremi negli ultimi 20 anni hanno causato almeno 606 mila morti, circa 30 mila all’anno.

Dai dati diffusi dall’ONU emerge che dal 1995 al 2015 ben il 90% delle catastrofi è stato causato da condizioni meteorologiche avverse. I Paesi più colpiti dai disastri climatici sono gli Stati Uniti, la Cina, l’India, le Filippine e l’Indonesia.

In tutto il mondo 4,1 miliardi di persone hanno subito danni a causa di eventi meteo estremi, rimanendo ferite o perdendo tutti i loro averi. A causare il maggior numero di vittime sono state le inondazioni e le tempeste. L’anno più critico è stato il 2002, quando una tempesta di sabbia in Cina ha colpito 100 milioni di persone e un’ondata di siccità ha lasciato a corto di risorse idriche 200 milioni di indiani. A mietere più vittime è stato il ciclone Nargis nel 2008, con un bilancio di 138 mila morti in Myanmar.

Ogni anno gli eventi meteo estremi causano perdite economiche pari a 250-300 miliardi di dollari. Il prezzo maggiore per i disastri climatici viene pagato dai Paesi in via di sviluppo dove negli ultimi 20 anni si è concentrato l’89% dei decessi. Le nazioni più povere fanno fatica ad adattarsi ai cambiamenti climatici, a prevenire le catastrofi e a intervenire tempestivamente, in caso di emergenza, per trarre in salvo la popolazione in difficoltà. Inoltre in questi Paesi le costruzioni sono spesso fatiscenti e non adatte a sopportare le tempeste violente e le piogge torrenziali.

Lo studio dell’ONU è stato diffuso a pochi giorni dall’inizio della COP21 di Parigi per dare una scossa ai leader presenti al vertice. Il summit internazionale sul clima dovrà fornire risposte concrete per arginare il riscaldamento globale contenendo l’aumento delle temperature al di sotto della soglia di rischio, fissata dall’IPCC a 2°C.

Senza un accordo vincolante per ridurre le emissioni di gas serra i disastri climatici continueranno ad aumentare di numero e di intensità. Dallo studio dell’ONU emerge che negli ultimi 10 anni gli eventi meteo estremi si sono verificati con una frequenza “quasi giornaliera”. Dal 1995 al 2015 il numero di inondazioni e ondate di calore è raddoppiato. Secondo gli esperti ONU questa tendenza è destinata a peggiorare nei prossimi anni:

Anche se gli scienziati non possono calcolare in che percentuale i cambiamenti climatici incidano sugli eventi meteo estremi nei prossimi dieci anni è certo che le catastrofi meteorologiche aumenteranno.

Secondo Debarati Guha-Sapir, co-autore dello studio, nei prossimi anni ad aumentare saranno soprattutto le inondazioni. Riguardo al ruolo dei cambiamenti climatici l’esperto spiega che non è più tempo di discutere sulle cause perché bisogna affrontare le emergenze:

Non dobbiamo focalizzarci sui “se”, sui “perché” e sui “ma”, dobbiamo concentrarci su come gestire le alluvioni.

24 novembre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 27 novembre 2015 alle23:55 ha scritto: rispondi »

Troppe persone si sono "moltiplicate" in zone critiche dal punto di vista geologico, zone in cui, se non costretta, nessuna persona sana di mente si sarebbe stabilita, e da qui nascono le grandi emigrazioni, scatenate quindi dalla sovrappopolazione, come daltronde lo sono anche quelle per ragioni di malessere economico.

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