Perdere peso in maniera lenta e graduale non aiuta a mantenerlo sotto controllo: una ricerca pubblicata su The Lancet Diabetes & Endocrinology smentisce una convinzione molto diffusa sulle diete dimagranti.

Secondo il team dell’Università di Melbourne, che ha realizzato lo studio, coloro che perdono peso in maniera repentina hanno migliori probabilità di raggiungere davvero l’obiettivo prefissato. Non solo: la velocità con cui si smaltiscono i chili in eccesso non influisce sul tasso di riacquisto del peso.

La ricerca è stata effettuata su 200 adulti obesi, assegnati in modo casuale a un programma di dimagrimento di 12 settimane, a perdita di peso rapida, grazie a una dieta a bassissimo contenuto calorico; al secondo gruppo, invece, è stato assegnato una dieta graduale, con una perdita di peso che si spalmava su 36 settimane. I partecipanti che hanno perso più del 12,5% del loro peso corporeo sono stati poi sottoposti a un programma di mantenimento per 3 anni.

Secondo i dati, l’81% dei partecipanti al gruppo “dieta veloce” hanno perso il 12.5% ​​del loro peso corporeo o più, mentre è dimagrito appena il 50% dei soggetti appartenenti al gruppo “dieta lenta”. Inoltre, secondo i ricercatori, il tasso iniziale di perdita di peso non ha influenzato direttamente la quantità o il tasso di riacquisto: entrambi i gruppi, in media, avevano ripreso gli stessi chili dopo 3 anni. Katrina Purcell, dietologa e membro del team australiano, ha spiegato:

In tutto il mondo, le linee guida raccomandano una graduale perdita di chili per il trattamento dell’obesità, che riflette la convinzione diffusa che la perdita di peso veloce si recupera più rapidamente. Tuttavia, i nostri risultati mostrano che il raggiungimento di un obiettivo di perdita di peso del 12,5% è più probabile, se i chili sono stati persi in fretta.

Le spiegazioni fornite dagli autori sono molte: l’assunzione limitata di carboidrati, tipico delle diete a bassissimo contenuto calorico, potrebbe permettere ai soggetti di sperimentare una maggiore sazietà. Inoltre, concorrono anche motivi di ordine psicologico: perdere peso velocemente, infatti, può anche motivare i partecipanti a persistere con loro dieta e ottenere risultati migliori.

16 ottobre 2014
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