Il digiuno può avere effetti terapeutici sull’organismo malato e favorire l’espulsione delle tossine nei soggetti sani. Della “dieta del quasi digiuno” si è parlato ieri sera a Presa Diretta, programma d’inchiesta in onda su Rai3. Un reportage firmato da Lisa Iotti ha illustrato i risultati delle ultime sperimentazioni sul digiuno terapeutico.

I reporter di Presa Diretta si sono recati a Berlino, nel prestigioso ospedale universitario della Charité. Nel reparto Immanuel – Krankenhaus diretto dal dottor Andreas Michalsen sono stati curati negli ultimi 20 anni oltre 10 mila pazienti con il digiuno terapeutico e altri metodi di medicina naturale.

Il digiuno effettuato periodicamente sotto stretta osservazione medica si è rivelato efficace per alleviare i reumatismi e l’artrosi e contrastare malattie come l’ipertensione e il diabete mellito. Il reportage ha raccolto anche la testimonianza del medico italiano Valter Longo, esperto di studi sulla longevità. Longo ha indagato il rapporto tra la dieta e l’invecchiamento, studiando una comunità di nani dell’Ecuador con un’aspettativa di vita superiore alla media globale.

Nel 2015 Longo ha esposto i benefici del digiuno terapeutico in uno studio apparso sulla rivista Cell Metabolism. Il luminare italiano ha dimostrato che digiunare può migliorare le prestazioni cognitive e ringiovanire il fisico, potenziando il sistema immunitario. Non a caso quando l’organismo è malato si assiste a un calo dell’appetito. Il corpo concentra le energie nella riparazione dei tessuti colpiti dalla malattia. La riduzione dell’apporto calorico serve a non disperdere energia nei processi digestivi e nella produzione di enzimi.

Il digiuno riduce i livelli del fattore di crescita insulino-simile di tipo 1 (IGF-1), coinvolto nella proliferazione delle cellule cancerogene. Valori bassi di IGF-1 sono stati associati a un incremento della longevità. Nel corso di esperimenti condotti sui topi i ricercatori hanno dimostrato che digiunare per 4 giorni due volte al mese aiuta a rigenerare i tessuti del fegato e aumenta del 40-50% i globuli bianchi.

Lo studio è stato replicato sugli esseri umani con una dieta mima-digiuno. I partecipanti hanno seguito un regime alimentare molto restrittivo per cinque giorni consecutivi una volta al mese. Dopo 3 mesi i partecipanti erano dimagriti e avevano livelli più bassi di IGF-1, glucosio ematico e proteina C-reattiva. Alti livelli di questi marcatori indicano un rischio maggiore di malattie cardiovascolari.

I ricercatori hanno scoperto che la dieta del quasi digiuno non aveva causato danni alle ossa e ai muscoli. La dieta che mima il digiuno secondo i ricercatori potrebbe inoltre potenziare l’effetto della chemioterapia, proteggendo le cellule sane dal trattamento farmacologico aggressivo. Gli esperti avvertono che il digiuno ha effetti potenti sull’organismo e va effettuato sotto stretto controllo medico. Nei soggetti più fragili il digiuno “improvvisato” potrebbe causare gravi danni.

7 marzo 2016
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I vostri commenti
Pat63, mercoledì 26 ottobre 2016 alle6:56 ha scritto: rispondi »

La dieta restrittiva nei cinque giorni previsti, mi risulta, preveda un introito di verdura, poco pesce, olio e frutta secca. Per un totale di 600/800calorie.

Antonio Dente, giovedì 2 giugno 2016 alle19:12 ha scritto: rispondi »

Ti consiglio di comprare i libri di Arnold heret "la dieta senza muco oggi" e gli altri troverai i titoli nel libro troverai molto interessanti

Andrea, domenica 1 maggio 2016 alle0:03 ha scritto: rispondi »

Da quello che ho capito in questi 5 giorni si deve solo bere succo di carote e brodo vegetale, quello che non ho capito é le quantità... Se qualcuno mi sa dare ulteriori notizie né sarei grato. Grazie

Oscar, domenica 10 aprile 2016 alle18:27 ha scritto: rispondi »

Corretto ciò che dite ma lui nel servizio parlava di 5 giorni con dieta ferrea ma non ho compreso che cosa bisogna bere e mangiare in questi 5 giorni Grazie

elsa sordo, mercoledì 9 marzo 2016 alle18:44 ha scritto: rispondi »

molto interessante seguita a Presa diretta e penso che sia di aiuto specialmente alle persone sofferenti dei disturbi elencati in particolar modo agli anziani

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