Procede lentamente, ma procede, lo sviluppo della raccolta differenziata a Roma. La lentezza, come precisa Estella Marino, assessore ai Rifiuti, è dovuta al gran numero di persone che vivono in città e che dunque non permette la stessa rapidità di un paesino di provincia. L’ultimo provvedimento che ha coinvolto 5 municipi ha riguardato un milione di persone. Ad ogni modo, almeno per quanto riguarda la raccolta dell’umido, tutti i 15 municipi saranno serviti entro la fine del 2015. La promessa è stata fatta ieri dallo stesso assessore in Commissione Ambiente del Senato.

Al momento sono attive le raccolte delle cosiddette “tre frazioni”, ovvero indifferenziato, multimateriale pesante e carta/cartone. A breve a queste verranno aggiunte anche vetro e umido. Proprio quest’ultimo è al centro dell’attenzione in questo periodo perché è in continuo aumento in tutta la città. Il modello che si tenterà di seguire è quello del porta a porta con bidoncino condominiale, una delle pratiche di maggior successo nelle altre città italiane. Dove ciò non sarà possibile, spiega l’assessore, si piazzeranno le classiche campane stradali.

A Roma non stiamo semplicemente riorganizzando il sistema della raccolta. In particolare stiamo passando da un assetto prevalentemente monopolistico ad altro. Quindi, il cambiamento in atto è un cambiamento non banale, all’interno del quale Ama svolge un ruolo sia come soggetto di raccolta rifiuti, sia come soggetto gestore di impianti pubblici

ha affermato l’assessore. Questa strategia rientra nel programma chiamato “Patto per Roma” che prevede il 40% di raccolta differenziata entro la fine di quest’anno, un obiettivo facilmente raggiungibile visto che a dicembre 2013 la differenziata nella capitale si stimava in circa il 30% del totale dei rifiuti. Le sole forze dell’Ama però non bastano per trattare in modo corretto l’enorme montagna di rifiuti prodotti dalla Capitale, e per questo si chiede aiuto ai cittadini, ai quali si chiede un impegno nella separazione degli scarti.

Infine in Commissione Ambiente Estella Marino fa una richiesta che è quasi un appello: meno inceneritori (o termovalorizzatori che dir si voglia), più impianti per il trattamento della raccolta differenziata. Secondo l’assessore infatti Roma non ha bisogno di bruciare la sua immondizia ma solo di impianti di compostaggio dove riciclarla. Per questo il maggior impegno sarà proprio sull’umido.

20 febbraio 2014
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I vostri commenti
vito, lunedì 19 maggio 2014 alle19:18 ha scritto: rispondi »

Lo spreco del cibo non potrà essere più sopportabile e quindi il "porta a porta" è essenziale per tale recupero. La frazione organica è circa il 40-50% del rifiuto domestico e recuperarlo e trattarlo può essere un ottimo mangime per animali e un combustibile che potrà essere utilizzato in alternativa ai fossili classici. Faccio il ricercatore e da anni porto avanti queste ricerche e mi augurerei di essere contattato e magari sponsorizzato. grazie Ing. Vito Cutraro

liliana lepri, venerdì 21 febbraio 2014 alle11:06 ha scritto: rispondi »

stiamo facendo la raccolta differenziata dalla fine dell'anno. se i contenitori non trovano spazio all'interno dei condomini e sono messi per strada come nel caso di via Portuense669,667 non cambia niente: chiunque passa butta lì un sacchetto e se ne va. in più sarebbe necessario istruire meglio i condomini che gettano i sacchetti dove c'è posto senza alcuna attenzione. grazie

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