Il terremoto è certamente un fenomeno naturale che crea apprensione, poiché anche le scosse più modeste possono generare una sensazione di panico, una preoccupazione per se stessi e per i propri cari. Considerato come l’Italia sia un Paese frequentemente coinvolto da episodi sismici, è tuttavia utile informarsi sulle caratteristiche di questo evento, in particolare per dimostrarsi quanto più possibile preparati qualora dovesse verificarsi un improvviso sisma. Ad esempio, quali sono le differenze tra un terremoto ondulatorio e sussultorio?

Terremoto: definizione in breve

In linea semplificativa, per terremoto – conosciuto anche come sisma o scossa tellurica – si può intendere la manifestazione di vibrazioni sulla crosta terrestre, generate dallo spostamento di una grande massa nel sottosuolo. Di norma, il fenomeno si verifica come conseguenza dei normali spostamenti delle zolle tettoniche: queste ultime, scontrandosi, possono infatti liberare grandi quantità d’energia. Tale energia viene rilasciata a profondità variabili, nel cosiddetto ipocentro, e viene poi propagata in tutte le direzioni tramite un effetto ondulatorio, quello delle onde sismiche.

=> Scopri il ruolo dei cani durante i terremoti


Il luogo in superficie verticalmente corrispondente alla liberazione profonda d’energia è detto epicentro ed è quello che, come facile intuire, subisce le conseguenze maggiori del moto ondulatorio. I terremoti possono inoltre avere intensità variabili, vengono misurati con diverse scale – quali la Richter, che misura l’ampiezza dell’oscillazione, e la Mercalli, basata invece sui danni provocati – e possono avere una propagazione ondulatoria oppure sussultoria. Ogni giorno si manifestano sulla Terra migliaia di terremoti, in particolare lungo le faglie e le zone di contatto o sovrapposizione tra zolle tettoniche diverse: la scienza che li studia è la sismologia.

Ondulatorio e sussultorio: le differenze

Quando si verifica un sisma, non è affatto raro sentir parlare di scossa ondulatoria o sussultoria. Come già accennato, il terremoto deriva dalla liberazione nel sottosuolo di grandi quantità d’energia che, dall’ipocentro, si propaga in tutte le direzioni fino a raggiungere la superficie. Sebbene la modalità di propagazione dell’onda sismica rimanga pressoché la medesima, poiché risponde a precise leggi della fisica, la percezione della stessa può essere decisamente differente. Quando si parla di moto sussultorio oppure ondulatorio, di conseguenza, ci si riferisce proprio alla percezione del terremoto.

Considerato come le onde sismiche generate dall’ipocentro siano particolarmente elastiche, è difficile determinare la natura di un terremoto, senza l’ausilio di speciali apparecchiature. Comunemente, tuttavia, si tende a identificare la scossa ondulatoria come una vibrazione che si estende sul piano orizzontale, determinando movimenti rapidi in sequenza tali da determinare tremolii delle pareti e dei pavimenti, lo spostamento di oggetti e mobili e molto altro ancora. Di solito, questo tipo di manifestazione è facilmente riconoscibile all’interno delle abitazioni, poiché causa l’oscillazione dei lampadari.

=> Scopri le aree a rischio secondo i geologi


Il movimento sussultorio, invece, genera una percezione dello scuotimento dal basso verso l’alto: nella pratica, è quel tipo di terremoto che determina la sensazione di essere spinti se si è seduti o, ancora, di camminare su un fondo irregolare se in piedi. Sebbene ogni casistica sia a se stante, la percezione sussultoria tende a essere più vicina all’epicentro, mentre quella ondulatoria è sulla distanza.

Entrambe le manifestazioni possono avere effetti distruttivi variabili, che dipendono dalla magnitudo del sisma stesso, dalla distanza dall’epicentro e dalle condizioni delle strutture tipiche dell’area colpita. Durante le scosse, se ci si trova all’aperto è bene allontanarsi da alberi, linee elettriche e altre costruzioni che potrebbero cadere. In casa, è invece consigliato non usare scale e ascensori poiché rappresentano le parti più deboli dell’abitazione: meglio rifugiarsi sotto tavoli o scrivanie pesanti, avvicinarsi a una delle pareti portanti o trovare riparo sotto la volta delle porte. Ancora, è bene evitare di stazionare vicino finestre, specchi e mobili appesi, che potrebbero cadere o frantumarsi con l’urto. Al termine del terremoto è consigliato allontanarsi dal palazzo nel più breve tempo possibile, per evitare eventuali scosse d’assestamento, attendendo quindi le indicazioni delle istituzioni preposte sul territorio.

8 ottobre 2017
Lascia un commento