La scuola si rifiuta di servire cibo vegano? Non può farlo. È questa la sentenza del TAR di Bolzano, che ha accolto il ricorso di una madre che si era rivolta alle autorità competenti per il fatto che l’asilo del figlio non aveva voluto assecondare la sua richiesta di somministrare una dieta vegana al figlio.

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Diversi mesi fa, a Merano, una mamma aveva consegnato alla mensa dell’asilo di suo figlio una dieta particolare da somministrare al piccolo, senza carne nè pesce, escludendo anche uova, latte e derivati. Il regime alimentare era firmato anche dal pediatra, ma il Comune ha negato questa possibilità dicendo che si trattava di un “trattamento alimentare non previsto”.

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Il Collegio del TAR però ha sottolineato che le disposizioni ministeriali prevedono le sostituzioni di alimenti in seguito a ragioni etiche, religiosi o culturali. La dieta vegana rientra, all’interno delle linee guida nazionali per la ristorazione scolastica, fra le motivazioni etiche di una persona.

Del resto, le città sensibili a queste nuove esigenze alimentari sono tante come Torino, Bologna e Milano, dove ad esempio ci sono cinque menù alternativi. Oggi la dieta vegana e vegetariana sono alimentazioni comuni e seguite da molte persone.

Si conta che i vegani e i vegetariani oggi siano l’8% della popolazione ed è quindi ormai normale che anche i figli, nelle scuole, possano avere diritto ad un regime alimentare diverso.

23 marzo 2017
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