Si ricorderà di certo il servizio de Le Iene di qualche settimana fa, quando la trasmissione ha raccontato la storia di Antonio, un malato di tumore apparentemente guarito grazie alla dieta vegana. In un nuovo servizio andato in onda su Italia 1 a firma di Matteo Viviani, Le Iene tornano nuovamente sull’argomento, forse anche per rispondere alle precedenti polemiche.

La storia di Antonio merita di essere ricordata: dopo diversi anni di lotte al tumore, nel 2011 all’uomo viene diagnosticato un nuovo cancro al cervello. Dopo essersi sottoposto a radioterapia, Antonio ha rifiutato di subire nuovamente il trattamento chemioterapico, perché ormai stanco dei gravi effetti collaterali già sperimentati in passato. Così, su consiglio del figlio e sotto il controllo dell’oncologa nutrizionista Michela De Petris, l’uomo ha iniziato una dieta esclusivamente vegetale. Al successivo controllo radiografico sull’evoluzione della malattia, la massa tumorale non è stata più rilevata. Secondo molti il merito sarebbe proprio dell’alimentazione completamente veg, ma per gran parte dei medici interrogati – compreso l’oncologa che originariamente aveva Antonio in cura – la guarigione sarebbe invece connessa alla radioterapia.

La messa in onda del precedente servizio ha generato le più fitte polemiche, sia sulla stampa specializzata che sui social network, con la contrapposizione tra chi crede basti alimentarsi di vegetali per battere il tumore e chi, invece, consiglia ovvia cautela. In questa seconda trattazione della vicenda, proprio per evitare di alimentare false speranza, il programma di Italia 1 ha deciso di andare più a fondo nella questione, forse anche rallentando la polemica indirettamente suscitata. Dopo aver mostrato una mail ricevuta da un medico, preoccupato che la trasmissione potesse allontanare i malati da cure certe in favore di altri rimedi non ancora sufficientemente verificati, Viviani intervista l’oncologo Diego Continovis. L’esperto, pur confermando come il ricorso a una dieta vegetale non sia affatto sbagliata come coadiuvante alla terapia, sottolinea come non esistano al momento evidenze certe sulla possibilità che una dieta veg possa da sola curare un tumore, tant’è che la scomparsa del cancro al cervello di Antonio sarebbe invece collegata al ciclo di radioterapia effettuato. Pur riconoscendo i limiti della medicina tradizionale, così come gli effetti collaterali dei chemioterapici, il medico così spiega:

Il trattamento radioterapico agisce anche nei mesi successivi. Ad oggi non c’è uno studio che dimostri che una dieta come quella utilizzata dal paziente possa arrestare un tumore.

Molto interessante è stata anche la posizione di Franco Berrino, medico riconosciuto a livello internazionale per i suoi studi sui tumori, il quale ha spiegato come un’alimentazione di tipo vegetale può di certo favorire il benessere della persona anche nei casi di cancro, ma come al momento si tratti di indicazioni più che di consolidate terapie. Dove opportune, le metodologie classiche – tra cui chemioterapia e radioterapia – non possono essere abbandonate semplicemente per tentare la carta del veganesimo. Sebbene la conoscenza in merito non sia ancora sufficientemente diffusa, la dieta deve essere considerata sia come prevenzione che come aiuto alla terapia, non una sua completa sostituzione.

27 marzo 2014
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I vostri commenti
Franco, lunedì 31 marzo 2014 alle17:41 ha scritto: rispondi »

La logica che considera inefficace la terapia vegana può valereanche per le terapie classiche (radioterapia e chemio) almeno finchè non saranno messi a confronto rigoroso i due metodi. Finché non sarà istituito il registro dei tumori(come imposto da una legge del 2009) ogni discussione avrà poco valore.Ciò tanto più considerando che le rare satistiche, su coloro che sono stati sottoposti a chemio e/o radioterapia, danno indicazioni contraddittorie sulle percentuali di sopravvivenza a lungo termine.

Matteo, lunedì 31 marzo 2014 alle16:36 ha scritto: rispondi »

Avete completamente censurato quanto detto da Franco Berrino alla fine della puntata. Lui ha sottolineato che la cura nutraceutica possa non solo essere considerata un spalla ma anche una potenziale terapia curativa.

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