Una dieta ricca di proteine animali può danneggiare la salute come fumare. Questo quanto avrebbe osservato il gruppo di ricerca della University of Southern California sotto la guida del Dr. Valter Longo, direttore presso l’ateneo del Longevity Institute, che ha riscontrato in uno studio osservazionale come un regime alimentare fortemente basato su carne, uova e formaggi possa essere un fattore di rischio per tumori, malattie cardiovascolari e diabete.

All’interno dello studio sono state analizzate le abitudini alimentari e le condizioni fisiche di 6.381 volontari inclusi nel National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES). Ne è emerso come coloro che consumavano una quota minima del 20% di calorie da proteine animali avevano una percentuale di mortalità superiore del 74% rispetto a coloro che conducevano una dieta povera di questi elementi (fino al 10%) e comunque inferiore a coloro che assumevano tali sostanze da fonti vegetali.

Risultati che in qualche modo sconfesserebbero alcune diete “del momento”, come la Atkins e la Paleo. Molto importante si rivelerebbe anche la variabile legata all’età, con tali risultati ottenuti esclusivamente da chi ha un’età inferiore ai 65 anni. Oltre si verificherebbe l’effetto opposto, con gli anziani che vedrebbero ridotto il rischio di morte per tumore o diabete grazie all’assunzione di un elevato quantitativo di proteine. Secondo il Dr. Longo:

Le persone hanno necessità di cambiare verso una dieta dove solo il 9 o 10% delle calorie totali assunte proviene dalle proteine e una fonte ideale sono i vegetali e le piante. Non stiamo consigliando di cominciare qualche folle dieta da noi proposta. Se dovessimo avere torto (con i risultati dello studio, n.d.r.) non ci saranno danni eventuali, ma se avessimo ragione siamo di fronte a un effetto che si dimostra dannoso al pari del fumo.

Lo stesso ricercatore attribuisce poi, ricordando infine come si tratti di uno studio osservazionale e quindi non definitivo, il merito di queste variazioni all’intervento operato dalle proteine sull’ormone della crescita IGF-I, che se presente a livelli troppo alti può favorire lo sviluppo di forme tumorali.

Superati i 65 anni questo ormone vedrebbe i suoi livelli crollare in maniera drastica e un elevato apporto di proteine contribuirebbe a ridurre il calo, aiutando l’organismo ad essere meno fragile e a perdere minore massa muscolare.

5 marzo 2014
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