Due settimane consumando una dieta a base di grassi e le probabilità di sviluppare un tumore all’intestino aumentano notevolmente. A dirlo è uno studio pubblicato su Nature Communications. La ricerca è stata condotta con un metodo particolare da ricercatori dell’Imperial College di Londra: uno scambio di diete fra sudafricani e americani.

Per 15 giorni un gruppo di volontari provenienti dal Sudafrica ha sostituito la propria dieta, ricca di frutta, pesce, legumi e verdure, con una dieta “occidentale” a base di alimenti grassi ed elaborati come hamburger, hot dog, bistecche. Parallelamente un gruppo di volontari provenienti dagli Stati Uniti ha adottato la dieta dei sudafricani, passando a un consumo regolare di fibre.

Dopo il periodo di due settimane ogni soggetto appartenente ai due gruppi è stato sottoposto ad una serie di analisi e test, con risultati sorprendenti. In così poco tempo, i valori dei sudafricani hanno mostrato diversi cambiamenti, legati a maggiori probabilità di sviluppare il tumore all’intestino.

Al contrario le analisi sui volontari americani erano notevolmente migliorate. Ad esempio, l’intestino risultava meno infiammato ed era ricco di una sostanza chimica chiamata butirrato, dalle note proprietà di prevenzione dei tumori, grazie al notevole consumo di fibre. Jeremy Nicholson, co-autore dello studio e professore dell’Imperial College di Londra, ha spiegato:

Ciò che sorprende è la rapidità dei cambiamenti nei valori del sangue dei volontari. Anche se non è possibile misurare in maniera esatta l’aumento del rischio di sviluppare il cancro, è evidente che una dieta a base di fibre scoraggia tendenzialmente questo tipo di patologie.

Secondo i ricercatori, a inizio ricerca quasi la metà dei soggetti provenienti dagli Stati Uniti aveva nell’intestino delle piccole escrescenze che possono trasformarsi in cellule cancerogene, cosa non rilevata in nessuno dei volontari sudafricani.

Una dieta a base di fibre, come quella dei sudafricani, permette ad alcuni batteri dell’intestino di attivarsi e produrre sostanze benefiche. Al contrario, secondo lo studio, i batteri attivati dai grassi, in particolare quelli della carne, sarebbero portatori di effetti nocivi per l’intestino. Nicholson ha precisato:

Non è necessario trasformare completamente la dieta, abbracciando ad esempio quella sudafricana. È però necessario consumare regolarmente verdura a foglia verde, farine integrali, agrumi e frutta in genere, riducendo contemporaneamente le uova e la carne.

30 aprile 2015
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