Dieta: Piramide Lombarda a km 0 o Etnica, i consigli del Niguarda

Dieta Lombarda a km zero o Etnica le due nuove Piramidi Alimentari definite dall’ospedale Niguarda di Milano. Prendersi cura della propria salute a tavola scegliendo tra un’apertura verso le culture alimentari esterne la salvaguardia delle eccellenze locali.

La Piramide Lombarda o quella Etnica vanno ad affiancare la ben più nota Dieta Mediterranea, dalla quale prendono in qualche modo spunto. Come sottolineato dagli specialisti della Dietetica e Nutrizione clinica del Niguarda:

Per tradurre il messaggio di una dieta bilanciata la forma più utilizzata e conosciuta è senz’altro quella della piramide alimentare. L’idea alla base è semplice: nei piani bassi ci sono i cibi da consumare tutti i giorni, via via che si sale si trovano gli alimenti da portare in tavola con meno frequenza. La piramide che va per la maggiore alle nostre latitudini è quella Mediterranea, di cui esistono diversi tipi.

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Per quel che riguarda invece le due piramidi alimentari Lombarda a km 0 ed Etnica i ricercatori hanno definito una base comune, con attività che devono essere svolte ogni giorni: bicicletta, scale o percorsi a piedi. Il piano superiore è riservato ai primi alimenti veri e propri, da consumare durante ogni pasto, ovvero verdure, frutta e cereali. Qui le prime differenze, con l’Etnica che punta su quinoa, ananas, mango, couscous, amaranto e miglio, mentre la Lombarda su polenta, mele della Valtellina, zucca di Mantova, bieta e carote.

Consumo una volta al giorno per curry, coriandolo, zenzero, latte e derivati, frutta e semi oleosi, per la Piramide Etnica; aglio, chiodi di garofano, zafferano e salvia per la Lombarda. Frequenza “settimanale” per carne, uova, formaggi e pesce: sushi per l’Etnica e coregone del lago di Garda per la Lombarda. Come ha spiegato Ettore Corradi, a capo del gruppo di esperti, riferendosi all’utilizzo di prodotti provenienti da altre culture nella propria dieta:

Per il loro consumo l’invito è a informarsi e rispettare i quantitativi utilizzati nelle culture di origine. Ad esempio nell’alga Kombu ci sono elevati livelli di iodio che potrebbero squilibrare il metabolismo della tiroide. Grassi pochi, ma buoni. Ad esempio per condire o cucinare perché non usare l’olio extravergine dei laghi lombardi? È meno conosciuto degli omologhi toscani o pugliesi, ma altrettanto di qualità.

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Dagli esperti milanesi anche alcuni suggerimenti per quanto riguarda delle possibili ricette o dei menu giornalieri. Come ha concluso lo stesso Corradi:

Abbiamo pensato a un menù giornaliero con ricette tratte anche da ricettari di Regione Lombardia. Si incomincia la giornata con lo yogurt e il miele varesino, a pranzo polenta con tinca alla vestale, a cena minestrone alla milanese.

Abbiamo il dovere di aprirci alla globalità e in questo senso Milano è molto inclusiva, senza però tralasciare la nostra identità. Forse oggi conosciamo di più cibi esotici come il curry, il sesamo, il sushi o la tempura, ma rischiamo di dimenticarci di eccellenze del nostro territorio come il pane di segale della Valtellina, la pera mantovana o altri pesci di lago come il persico e il coregone, ricco di omega 3.

Una buona alimentazione è fondata sulla tradizione e sul passaggio del sapere. Quando questo flusso si interrompe, si creano degli squilibri inevitabili. Per questo, a breve inizieremo un lavoro di équipe per tramandare le ricette del modello della Piramide lombarda ai nostri pazienti che afferiscono ai servizi territoriali del Dipartimento di Salute mentale.

15 febbraio 2018
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