La dieta Paleo potrebbe causare una carenza di iodio, da cui deriverebbero delle conseguenze come aumento di peso, depressione e infertilità. È l’ipotesi accreditata da uno studio a cui hanno collaborato cinque Università svedesi. La ricerca ha permesso di riscontrare nelle donne che avevano adottato questo regime alimentare un meno elevato livello del minerale.

La carenza di iodio può essere davvero pericolosa perché può contribuire al malfunzionamento della tiroide e allo sviluppo di disturbi metabolici. Tutto ciò potrebbe determinare un vero e proprio ipotiroidismo, che nel tempo può portare ad una sensazione di stanchezza, all’aumento del peso corporeo e alla depressione. Inoltre il cattivo funzionamento della tiroide può influenzare anche la fertilità.

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Gli esperti hanno suggerito che, al contrario di quanto si aspettino le persone che adottano questo tipo di alimentazione per perdere peso, alla fine potrebbe verificarsi l’effetto opposto, con il rallentamento del metabolismo e la presa di qualche chilo di troppo.

Il piano alimentare della dieta Paleo è ricco di carni magre, di pesce, di frutta, verdura, uova e noci ed esclude i latticini, i cereali, lo zucchero e il sale. Ecco perché elimina le principali fonti di iodio da apportare all’organismo mediante la dieta quotidiana.

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I ricercatori hanno preso in considerazione 70 donne in sovrappeso o obese. Di loro 35 sono state invitate a seguire una dieta Paleo, ricavando il 30% delle calorie da proteine, il 40% da grassi e il 30% da carboidrati. Le altre 35 hanno seguito una dieta tipicamente nordica, puntando sul 15% delle calorie da proteine, dal 25-30% da grassi e sul 55-60% da carboidrati.

È stato verificato che all’inizio dello studio tutte le donne avevano nell’organismo la stessa quantità di iodio. Dopo sei mesi i livelli di questo minerale sono rimasti costanti nelle donne che avevano seguito una dieta nordica, ma sono diminuiti nelle pazienti che avevano seguito la dieta Paleo.

23 ottobre 2017
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