Una dieta ipocalorica come la 5:2 può aiutare a ridurre il rischio di tumore al seno. Secondo quanto pubblicato all’interno di uno studio internazionale, il ricorso a un regime alimentare con ridotto apporto calorico durante due soli giorni a settimana favorirebbe non soltanto una riduzione del peso, ma anche un minor pericolo di sviluppare la patologia tumorale della mammella.

Stando a quanto riportato dalla Dr.ssa Michelle Harvie del Genesis Breast Cancer Prevention, tra gli autori dello studio, il segreto di tale beneficio risiederebbe in una dieta 5:2 composta da due giorni di alimentazione ipocalorica consecutivi seguiti da cinque nei quali si segue una salutare Dieta Mediterranea.

Secondo la Dr.ssa Harvie questo accadrebbe in questo tale alimentazione favorirebbe un taglio ai livelli di insulina e leptina, due ormoni collegati in qualità di fonti energetiche per le cellule del tumore al seno. In più verrebbero bruciati un maggiore numero di grassi, responsabili di possibili ostruzioni al fegato e di malattie cardiovascolari come diabete, infarto e ictus.

Utilizzata negli studi analizzati della Harvie la “Dieta dei due giorni“, dalla quale è poi scaturita la 5:2, un regime alimentare che prevede un apporto calorico massimo compreso tra le 600 e le 1.000 calorie per due giornate a settimana, dedicando poi le restanti cinque alla Dieta Mediterranea.

I due giorni di privazione offrirebbero infine un aiuto nella riparazione della struttura cellulare dell’organismo, favorendo una maggiore resistenza nei confronti delle malattie. Come ha commentato la stessa Dr.ssa Harvie:

Non penso che le persone debbano essere ossessionate dall’idea di aver bisogno costantemente di mangiare. Avere dei periodi nei quali non si mangia non è una cattiva cosa, ma le persone sono invece costantemente in cerca di cibo.

Quando il corpo è in fase di nutrizione le cellule sono in modalità “accrescimento” e non in modalità “riparazione”. Soltanto nello stato di digiuno che il corpo entra in modalità riparazione ed è protetto contro la malattia.

Molte malattie risultano derivare da una sorta di danno iniziale e quando non è riparato, allora la patologia ha modo di progredire. Non stiamo tentando di coinvolgere le persone in qualche sorta di disordine alimentare, ma penso si sia preferita un po’ troppo la strada opposta.

25 novembre 2014
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