La dieta del guerriero è uno stile alimentare che è stato proposto, e promosso, più di 10 anni fa da Ori Hofmekler e Diana Holtzberg, autori del libro di presentazione “The Warrior Diet”.

Lo scopo principale che si propongono gli autori con questa dieta è quello di risvegliare nel nostro organismo l’istinto primordiale, detto anche “istinto del guerriero”, per innescare la cosiddetta “fornace biologica”, ossia il nostro metabolismo, e ritrovare forza e tonicità.

Quindi secondo l’autore seguire la dieta in questione è il passo fondamentale per risvegliare l’istinto del guerriero e, di conseguenza, controllare adeguatamente tre forze primordiali con cui esso si manifesta:

  • l’istinto di sopravvivenza e riproduzione;
  • l’istinto del cacciatore;
  • l’istinto del saprofago.

Il regime nutrizionale e lo stile di vita adeguato per regolare queste forze devono rispettare i cicli naturali del nostro metabolismo: il nostro corpo è “in ciclo continuo”, nel senso che è alla continua ricerca di uno stato di equilibrio tra quello che entra e quello che esce. La dieta del guerriero si basa su questa principio ed è costituita, come si legge nel libro di presentazione:

dall’alternanza tra periodi di sottoalimentazione e periodi di sovra-alimentazione, basati sul nostro istinto naturale a mangiare poco e mangiare molto.

Vediamo quali sono i principali aspetti della dieta del guerriero nella due fasi di sotto-alimentazione e sovra-alimentazione.

Fase di sotto-alimentazione

Ogni giorno durante le ore che solitamente sono dedicate al lavoro, ossia la mattina e il pomeriggio, chi segue la dieta del guerriero dovrebbe limitare l’apporto di calorie da tutti gli alimenti. L’eventuale stimolo della fame dovrebbe essere controllato assumendo un po’ di frutta o un frullato di frutta o verdura, preparato al momento. A questi alimenti possono essere aggiunte minime quantità di cibi che siano una fonte prevalente di proteine, tra questi il testo originale suggerisce:

sashimi, uova, petto di pollo o tacchino, pesce, crostacei, yogurt bianco o kefir, ricotto oppure proteine del siero del latte

Durante la fase di sotto-alimentazione l’organismo si disintossica ed elimina le tossine accumulate. Ogni giorno questa fase dovrebbe occupare circa 20 ore, nel corso delle quali è indispensabile assumere molta acqua, per sostenere l’organismo e favorire l’eliminazione delle tossine con la diuresi.

Chiaramente chi approccia per la prima volta questo regime alimentare potrebbe fare fatica a sopportare un semi-digiuno così prolungato. Secondo l’autore ci vogliono in media tre settimane per riuscire a superare le prime naturali difficoltà e avvertire veri e propri benefici.

Fase di sovra-alimentazione

La sera si consuma l’unico vero pasto della giornata, senza seguire nessuno schema in merito alla scelta degli alimenti e alla quantità. Le uniche regole suggerite sono:

  • scegliere alimenti di diversi gruppi alimentari;
  • mangiare fino a che si raggiunge la completa sazietà;
  • iniziare il pasto con gli alimenti dal sapore più delicato.

Conclusioni

La dieta del guerriero è piuttosto lontana dal modello della dieta mediterranea: lo stile alimentare che vanta il maggior numero di ricerche e revisioni scientifiche, che ne confermano la validità per promuovere il benessere del quotidiano e prevenire efficacemente le malattie cardiovascolari, metaboliche e tumori.

16 febbraio 2016
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