La dieta Atkins è un regime alimentare approdato in Italia e in Europa dagli Stati Uniti. Fa parte degli approcci dietetici considerati “estremi” e per questo non ha tardato a scatenare accese discussioni riguardanti le possibili ripercussioni per la salute.

Grassi e proteine sono le fonti caloriche primarie per la dieta Atkins, che trascura e riduce al minimo il consumo di fonti energetiche derivate dai carboidrati. Promette la perdita fino a 4 chili dopo la prima settimana e di 6 al mese una volta a regime. Un controsenso per chi è abituato alla Dieta Mediterranea, dall’ONU definita patrimonio immateriale dell’umanità.

Programma completo

Il programma completo della dieta Atkins prevede quattro differenti fasi: induzione, continuazione, pre mantenimento e mantenimento. La prima parte ha una durata ottimale di due settimane, mentre le seguenti dovranno essere modulate in funzione dei progressi raggiunti e del proprio metabolismo.

Fase 1 Induzione:

È la parte forse più difficile sia per la mente che per il corpo, durante la quale l’apporto di carboidrati viene ridotto a 20 grammi al giorno e l’assunzione di cibo è fortemente incentrata su grassi e proteine d’origine animale. Vietato del tutto l’apporto di zuccheri, dolci e prodotti dolciari e lieviti.

La colazione tipo prevede un tè o caffè rigorosamente senza zucchero o dolcificanti accompagnato a due fettine di formaggio e un finocchio. È possibile sostituire gli alimenti con alcune altre opzioni (a titolo di esempio): due uova strapazzate e pancetta; provolone e prosciutto cotto; uova sode con pomodori; varie combinazioni di affettati e formaggi, compresi quelli freschi come lo stracchino.

A pranzo piatto unico con una portata di carne o formaggio con un contorno di verdura. Possibile inoltre consumare, ad esempio: petto di pollo o tacchino arrosto con insalata; bistecca di vitello ai ferri con spinaci; formaggio e verdure crocifere; fettina di manzo ai ferri con melanzane; calamari con carciofi e pomodori.

La cena è pressoché dedicata al consumo di pesce o formaggi, uniti a un contorno di verdura. Alcuni esempi: filetti di salmone al forno con verdure; ricotta o mozzarella di bufala con ravanelli; orata con zucchine.

Fase 2 Continuazione:

Durante questa seconda fase è necessario aumentare l’apporto di carboidrati in maniera moderata e continuativa, fino al raggiungimento della soglia di “dimagrimento zero”. Trascorse quindi le prime due settimane di “Induzione” si passerà a 25 grammi al giorno di carboidrati e così ad aumentare giornalmente di 5 grammi.

Questo moderato aumento di carboidrati giornaliero sarà operato con l’integrazione di ulteriori verdure e di frutta secca. Una volta raggiunta la soglia “zero” si dovrà procedere in direzione opposta, diminuendo l’apporto glucidico di 5 grammi al giorno fino a raggiungere un dimagrimento settimanale compreso tra i 400 e i 1.400 grammi.

Le modifiche alla tipologia di menù sopra descritta sono limitate quindi all’introduzione di frutta secca e alle variazioni nelle quantità di verdura consumata.

Fase 3 pre Mantenimento:

L’incremento di carboidrati nella dieta sarà differente durante la terza fase, quella che prepara al mantenimento del peso. L’aumento sarà di 10 grammi alla settimana, seguendo poi lo stesso iter di autoregolazione seguito nella “Continuazione” fino al raggiungimento di un dimagrimento massimo pari a 500 grammi settimanali. Possibile in questa fase l’introduzione anche di frutta zuccherina come pere, ciliegie e arance, così come dello yogurt.

Fase 4 Mantenimento:

La quarta e ultima fase è quella del mantenimento del proprio peso corporeo. Seguendo le indicazioni fornite in precedenza occorre regolare l’assunzione di carboidrati in funzione del raggiungimento della soglia di “dimagrimento zero”, definita CCLM (livello critico di carboidrati per il mantenimento del peso).

Possibile a questo punto anche l’introduzione di carboidrati complessi come pane e pasta, ma sempre tenendo sotto controllo il livello massimo di assunzione di carboidrati, che in nessun caso deve superare il totale (complessi più semplici) di 90 grammi.

Informazioni e rischi per la salute

Secondo le critiche che da più parti sono state rivolte a questo regime dietetico, l’Approccio Nutrizionale Atkins (Atkins Nutritional Approach) presenta potenziali rischi per l’apparato cardiocircolatorio, per il benessere delle ossa e delle articolazioni come anche di chetosi (anche detta acetonemia) o disidratazione.

L’apparato cardiocircolatorio sarebbe nello specifico posto a rischio dall’ingente quantità di carne e grassi di derivazione animale (compresi i formaggi) assunta durante la dieta, mentre la consistente riduzione di glucosio nel sangue porterebbe a un’eccessiva produzione di sostanze chetoniche (con rischio chetosi).

Possibile infine il verificarsi anche di casi di squilibrio intestinale, con il possibile manifestarsi di stipsi o diarrea. In accordo con alcuni recenti studi, l’assunzione forzata di tali quantità di carni e formaggi può aumentare il rischio di tumore al colon.

28 maggio 2014
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