Dieta in allattamento: menu e cibi da evitare

Quale dieta seguire durante il periodo dell’allattamento: questa è una delle richieste più frequenti delle neo mamme. Pur essendo rappresentando il modo più naturale per nutrire il proprio bambino, e assicurargli tutti i nutrienti di cui ha bisogno per una crescita sana, le mamme si mostrano spesso preoccupate della qualità del latte e anche del suo gusto. Tuttavia, è ormai accertato da numerosi studi che quando si sta allattando non c’è bisogno, in assenza di specifiche patologie, di mangiare cibi speciali o di eliminarne altri. La principale indicazione è un’alimentazione basata sul modello della dieta mediterranea, assicurandosi:

  • alimenti amidacei e carboidrati complessi come pane, patate, pasta e riso, scegliendo con una buona frequenza anche alimenti integrali che apportano buone quantità di fibre;
  • prodotti caseari, come uno yogurt o un bicchiere di latte;
  • un apporto di proteine soprattutto vegetali ma anche da fonti animali come uova, pesce e poca carne, preferibilmente bianca;
  • frutta e verdura fresca, nel complesso non devono mancare almeno 5 porzioni al giorno.

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Per assicurare una nutrizione completa è importante anche dedicare attenzione allo spuntino del mattino e alla merenda di metà pomeriggio. Per questi momenti gli snack più sani e nutrienti sono:

  • bastoncini di carote o cetrioli o sedano fresco;
  • frutta fresca o secca non salata;
  • yogurt fresco al naturale da alternare con quello di soia.

È possibile ottenere tutte le altre vitamine e minerali da una dieta equilibrata.

Quali cibi evitare?

Baby

Non è necessario seguire alcun tipo di dieta speciale: il seno materno produce il latte nella quantità giusta ogni volta che il bambino si nutre. Tuttavia, è vero che alcuni componenti degli alimenti possono entrare nel latte materno, influenzandone il sapore o avendo effetti sul bambino Le condizioni che suggeriscono una particolare attenzione sulla qualità dell’allattamento al seno sono:

  • crescita discontinua o insufficiente del neonato;
  • ricorrenti diarrea o la stitichezza;
  • eruzione cutanea rossa pruriginosa intorno alla bocca del bambino;
  • gonfiore agli occhi o al viso;
  • vomito e reflusso.

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Nei primi mesi il pediatra segue con frequenza la crescita del neonato, pertanto eventuali sospetti sulla qualità e sulla quantità del latte materno sono facilmente identificabili. I dati disponibili suggeriscono che è improbabile che gli alimenti assunti dalla mamma siano responsabili delle classiche coliche del neonato.

Alcuni accorgimenti sono necessari con il pesce: pesce spada, tonno e merluzzi possono contenere tracce di mercurio. Per questo motivo è preferibile limitare l’assunzione a due porzioni alla settimana.

Tè e caffè durante l’allattamento

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Le neomamme dovrebbero limitare l’assunzione di bevande contenenti caffeina. Le linee guida sono concordi nel suggerire di mantenere l’assunzione di caffeina al di sotto dei 300 mg al giorno.

Alcolici durante l’allattamento

L’alcol passa nel latte materno e potrebbe nuocere al bambino, perciò è sempre meglio essere prudenti specialmente nei primi tre mesi: il fegato del neonato è immaturo e deve essere protetto.

Carenze alimentari

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Le neo mamme che seguono lo stile alimentare vegan, che non include alcuna forma di alimenti di origine animale, potrebbero incorrere in una carenza di vitamina B12. Per assicurare al neonato l’apporto completo di vitamine del gruppo B, serve informare il pediatra che ne segue la crescita della propria scelta alimentare. il medico potrebbe suggerire di compensare con appositi integratori.

5 luglio 2018
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