Il dieselgate che ha coinvolto la Volkswagen nel 2015 continua a provocare perdite e danni d’immagine alla compagnia automobilistica. L’Unione Europea potrebbe obbligare il colosso tedesco a risarcire i danni e a pagare pesanti multe per aver violato le direttive comunitarie.

Negli USA la Volkswagen è già stata costretta a emettere lauti indennizzi (quasi 10 miliardi di euro) e a richiamare migliaia di veicoli dotati di un software illecito per superare i test sulle emissioni di NOx.

La commissaria UE alla Giustizia e alla Tutela dei consumatori Vera Jourova pensa di adottare misure simili per sanzionare la Volkswagen. In un’intervista concessa al quotidiano tedesco Die Welt la Jourova ha spiegato che la posizione della Volkswagen è critica perché la compagnia tedesca ha violato le norme in almeno 20 Paesi dell’Unione Europea. A livello comunitario il gruppo avrebbe ignorato le direttive che regolano la vendita e le garanzie offerte ai consumatori e si sarebbe macchiato di pratiche commerciali sleali.

L’adozione di politiche sanzionatorie in Europa sarà però più complessa. A differenza degli USA che dispongono di normative uniformi per tutelare i consumatori da pratiche scorrette i Paesi membri dell’UE hanno adottato approcci diversi. Inoltre il compito di far rispettare le normative UE spetta ai singoli Stati membri che le hanno recepite.

Ciononostante la Commisione UE è decisa a rivendicare un ruolo decisivo nell’operazione. Per facilitare l’operazione le autorità europee hanno pertanto deciso di coordinare le varie azioni contro la compagnia avviate dalle associazioni dei consumatori dei diversi Paesi membri. Dopo le consultazioni svoltesi nei mesi scorsi i prossimi incontri per valutare un’azione collettiva sono fissati per l’8 e il 29 settembre.

Nel frattempo la commissaria ha invitato gli acquirenti ad aderire alle class action avviate dalle singole associazioni dei consumatori per ottenere il risarcimento dei danni. La compagnia potrebbe perdere almeno altri 35 miliardi di euro oltre ai 14,7 miliardi di dollari già patteggiati negli USA.

La commissaria UE all’industria Elzbieta Bienkowska ha invitato la Volkswagen a risarcire spontaneamente i consumatori che hanno comprato auto diesel dotate di software illegali per aggirare la normativa sulle emissioni convinti di acquistare un veicolo ecologico.

La compagnia finora si è rifiutata di risarcire i consumatori europei, sostenendo che il dieselgate europeo non ha nulla a che vedere con lo scandalo scoppiato negli USA a seguito dell’inchiesta dell’EPA.

Anche i Governi d’altra parte frenano per evitare ricadute drastiche sull’occupazione. La vicenda è lontana da una facile risoluzione ed è destinata a proseguire nei tribunali di tutta Europa ancora per molti mesi.

6 settembre 2016
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