Lo scandalo sulle emissioni delle auto diesel Volkswagen scoppiato negli USA lo scorso anno ha fatto scattare indagini in diversi Paesi europei: dalla Francia alla Gran Bretagna. In Francia il Ministero dell’Ambiente ha istituito una commissione d’inchiesta indipendente composta da 17 esperti per accertare l’assenza di software ingannevoli su 86 modelli di diversi marchi venduti nel Paese.

Il rapporto finale del panel, un documento di 53 pagine stilato dopo 10 mesi di test e studi, non ha individuato programmi illegali volti a falsare i valori delle emissioni. I tecnici non hanno riscontrato modifiche sospette ai motori ma durante i test molti modelli hanno registrato livelli di ossidi di azoto superiori fino a 11 volte il consentito.

La ministra dell’ambiente Royal non è sembrata soddisfatta dai risultati pubblicati il mese scorso e passati in gran parte inosservati. L’esponente del governo Hollande ha spiegato che benché lo studio non abbia provato l’utilizzo di software illegali per superare i test sull’inquinamento non è detto che questi sistemi non vengano utilizzati dalle compagnie.

Per questo motivo la Royal ha ordinato ulteriori indagini più approfondite. Nel frattempo il documento è stato tenuto lontano da occhi indiscreti. Ieri a riaccendere i riflettori sul rapporto Royal sono state le rivelazioni di tre membri della commissione indipendente. Dichiarazioni scottanti che hanno fatto perdere al titolo della Renault lo 0,7% alla Borsa di Parigi.

I tre, la cui identità non è stata resa nota, hanno dichiarato al Financial Times che i dati su alcuni modelli non sono stati diffusi volutamente dal Governo francese. Tra questi quelli sulla Renault Captur. Gli esperti insinuano che il Governo francese essendo il primo azionista del gruppo Renault-Nissan abbia voluto evitare un nuovo dieselgate, scongiurando il rischio di perdite economiche elevate in un momento di crisi.

Secondo le indiscrezioni il suv Captur Renault monterebbe un sistema di abbattimento dei NOx ribattezzato Trap che abbatte le emissioni di 5 volte nei test da fermo. L’inchiesta ha accertato livelli elevati di emissioni anche sulla Renault Talisman. Il veicolo nelle scorse settimane è stato oggetto di un richiamo da parte della compagnia per via di un software difettoso.

La Renault ha respinto con forza ogni accusa sull’utilizzo di software illegali per falsare i test sulle emissioni. Anche i membri della commissione che hanno lanciato la patata bollente d’altronde si sono mostrati cauti:

Non possiamo essere sicuri che il software di Renault abbia riconosciuto che fosse in corso un test, ma sembra che Renault abbia ottimizzato il filtro NOx con l’obiettivo di rispettare le condizioni richieste.

Tra le auto che nei test condotti in Francia hanno sforato la soglia di NOx consentita dalla normativa europea figura anche la Fiat 500X. L’UE sta già correndo ai ripari. Bruxelles ha chiesto alla Francia, alla Germania e al Regno Unito di fornire tutta la documentazione sulle inchieste avviate sulle auto diesel.

24 agosto 2016
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