Tornano a farsi sentire gli effetti del Dieselgate in Germania, questa volta nel mirino del governo tedesco è finita Mercedes. La casa automobilistica guidata dal gruppo Daimler ha disposto il ritiro volontario di 3 milioni di vetture alimentate a diesel per lo svolgimento di alcuni controlli e aggiornamenti.

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Una quota particolarmente rilevante di vetture alimentate a diesel per la quale Mercedes è stata costretta a disporre il ritiro, con stime e indiscrezioni della vigilia che riferivano (nella visione più pessimistica) di non più di un milione di auto interessate.

A scatenare il richiamo dei veicoli sembrerebbe essere stata un’indagine in corso da parte della Procura di Stoccarda, che interesserebbe nello specifico auto diesel vendute nel periodo compreso tra il 2008 e il 2016. Il ritiro delle vetture risponderebbe quindi alla nuova e più morbida linea di difesa adottata da Daimler dopo l’iniziale “muro” opposto all’Autorità Federale dei Trasporti tedesca.

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Nelle scorse ore è inoltre intervenuto il direttore esecutivo di Daimler, Dieter Zetsche, nel tentativo di rassicurare i propri clienti riguardo il proprio segmento con motorizzazione diesel:

Il dibattito pubblico intorno ai motori diesel sta creando incertezza. Abbiamo quindi deciso per misure addizionali al fine di rassicurare i guidatori di auto alimentate a diesel e per rafforzare la fiducia nella tecnologia diesel.

Daimler e Mercedes punteranno quindi, sulla base di quanto riferito da Zetsche, ancora e con decisione sulle auto a gasolio. Tuttavia l’operazione di ritiro in corso risulterà, a prescindere dal suo esito in termini di immagine, piuttosto “salata” per il marchio tedesco: l’iniziale stima di 220 milioni di euro per i controlli e gli “upgrade” richiesti sembrerebbe destinata a salire, secondo gli analisti, in maniera piuttosto netta.

19 luglio 2017
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