Dieselgate, Commissione UE: falsificazioni anche per i nuovi test

Il tema del Dieselgate continua a fare scalpore. Sono adesso le fonti di stampa internazionale a riportare le accuse della Commissione UE nei confronti delle case automobilistiche. Le polemiche anche a distanza di tempo continuano, soprattutto perché le conseguenze che riguardano la nostra salute non sono da sottovalutare. Mentire sul rispetto delle regole che dovrebbero assicurare la riduzione delle emissioni inquinanti delle automobili non solo danneggia l’ambiente, ma può causare un maggior rischio di insorgenza di malattie respiratorie e di numerose altre patologie.

Ecco perché il Financial Times riporta la notizia secondo la quale la Commissione UE sarebbe in possesso delle prove che i produttori di automobili starebbero già trovando un modo per non rispettare i nuovi standard contro le emissioni nocive. Le nuove regole per proteggere la salute e l’ambiente dovranno entrare in vigore nel 2020, ma le case automobilistiche, secondo la stampa internazionale, starebbero escogitando dei trucchi per falsificare i dati. Si correrebbe così il pericolo di cadere in un altro Dieselgate, un secondo episodio che porterebbe questa volta ad aggirare le nuove norme che riguardano i cicli di omologazione WLTP.

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Queste nuove regole prevedono l’introduzione di prove che dovrebbero dare dati più realistici sulle emissioni di sostanze pericolose per la salute. Verranno presi in considerazione differenti fattori, come le varie modalità di guida, i consumi che riguardano anche gli optional di cui saranno dotati i veicoli e le differenti tipologie di motori.

La Commissione europea avrebbe accusato i produttori di auto di falsificare le informazioni facendo apparire le emissioni reali molto più alte. In questo modo, nel momento in cui vengono stabiliti i limiti da rispettare, si potrebbe beneficiare di regole più “generose”.

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Secondo la Commissione dell’Unione Europea sarebbero stati falsificati test su veicoli in 114 set di dati. A quanto pare, durante la verifica delle prove, sarebbe stato disabilitato il sistema di “Start&Stop”, che serve a spegnere il motore quando il veicolo si deve fermare per il traffico. Inoltre, sempre secondo i responsabili europei, si sarebbero introdotte delle marce non adeguate e si sarebbero utilizzate batterie esaurite. Un altro Dieselgate insomma, che potrebbe rendere vani gli sforzi per giungere a degli altri standard di sicurezza fissati per il 2025-2030.

26 luglio 2018
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maxi, venerdì 27 luglio 2018 alle10:23 ha scritto: rispondi »

ma perché non si fanno controlli indipendenti? perché si chiede alle case costruttrici di dare i dati qualunque essi siano e poi si va a vedere se hanno detto bugie? a me pare una forma di esazione forzosa per non dire un pizzo perché le sanzioni non sono bruscolini e rischiano di mettere in ginocchio una impresa, ma anche tutti i suoi dipendenti! che le case autom. facciano il loro lavoro al meglio! e poi un lavoro tecnico indipendente dia alle istituzioni i risultati su cui dette istituzioni decidano cosa va bene e per quale situazione, tenendo naturalmente conto dei limiti tecnologici attuali che non possono, al momento, essere più efficaci di così. Se io fossi nelle case automobilistiche ribalterei l'onere dando alle istituzioni la responsabilità delle sue pretese - sacrosante peraltro. Terrei anche in conto certo atteggiamento ideologico su questi argomenti e le attese per una nuova era dell'oro.

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