Fornire acqua per un giorno ai bambini bisognosi dei Paesi del Sud del mondo, rinunciando al cellulare per dieci minuti. È la singolare iniziativa dell’Unicef, realizzata in collaborazione con il marchio di moda Armani, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi TAP Project.

Sono tante e in costante aumento in Occidente le persone letteralmente dipendenti dal cellulare, costantemente connesse tramite tablet e smartphone. L’impossibilità di collegarsi, controllare la casella e-mail e leggere le notifiche dei social network, può far insorgere una vera e propria crisi di astinenza da tecnologia. Le tecnodipendenze rappresentano un vero e proprio disturbo psicologico. La campagna di Armani e Unicef mira a sensibilizzare gli occidentali sui bisogni reali, come l’acqua, distogliendo l’attenzione dalle esigenze accessorie, create da una società fortemente consumistica.

Mentre in Occidente l’acqua, bene primario e vitale, si spreca e si dà per scontata, nel Sud del mondo ci sono ancora milioni di persone che non hanno accesso alla rete idrica, con conseguenze gravissime per la salute e per le condizioni igienico-sanitarie. Di sete si muore ancora oggi nel 2014, mentre stare senza cellulare per pochi minuti non solo non uccide, ma fa bene al cervello, insofferente e a rischio ansia se costantemente bombardato di informazioni.

Per partecipare al Tap Project è sufficiente navigare dal cellulare sul sito dedicato al progetto, seguire le istruzioni e smettere di usare il telefono, dedicandosi a qualcosa di più costruttivo nei successivi dieci minuti. Il portale utilizzerà l’accelerometro del cellulare per verificare l’effettivo inutilizzo del telefono. In caso di attivazione dello schermo, a seguito di un movimento involontario, comparirà un invito a posare il telefono per proseguire con la donazione.

Armani accrediterà il corrispettivo in denaro di un giorno di acqua pulita ogni 10 minuti di inattività del nostro cellulare. Sullo schermo verranno mostrati messaggi di sensibilizzazione sul tema dell’acqua, per imparare a vedere nella giusta prospettiva i nostri bisogni reali, alla luce delle ben più gravi privazioni cui sono costrette ogni giorno migliaia di persone. Per l’esattezza ci sono ancora 768 milioni di individui nel mondo senza accesso all’acqua potabile.

27 febbraio 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento