L’esposizione ai pesticidi aumenta il rischio di sviluppare il diabete. A puntare il dito contro tali sostanze chimiche sono stati due studi, presentati in queste ore durante il 51esimo Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), in svolgimento a Stoccolma dal 14 al 18 settembre.

Secondo gli studi presentati il rischio di manifestare il diabete in coloro che sono stati esposti ai pesticidi arriverebbe fino al 61%. Un pericolo ancor più evidente per le donne in dolce attesa, per le quali la minaccia di “diabete gestazionale” risulterebbe 4 volte superiore in caso di forte esposizione durante i primi tre mesi di gravidanza.

Il primo studio consiste nella revisione, da parte dei ricercatori della University of Ioannina e dell’Imperial College London, di 21 precedenti ricerche per un totale di 67 mila persone coinvolte. Parte di questi studi (12) si focalizzava sul diabete di tipo 2, mentre gli altri analizzavano la patologia generale senza ulteriori specifiche.

L’aumento di rischio di manifestare il diabete nelle persone esposte alle sostanze tossiche è risultato pari al 61%. Più alta la percentuale di pericolo analizzando soltanto la forma diabetica di “tipo 2″ (64%). Come hanno sottolineato i ricercatori impegnati in questo primo studio:

Questa revisione sistematica sostiene l’ipotesi che l’esposizione a vari pesticidi aumenti il rischio di diabete. Alcuni pesticidi sono risultati più pericolosi di altri, in particolare clordano, ossiclordano, trans-nonacloro, Ddt, Dde, dieldrina, eptacloro e Hcb.

Il secondo studio si è concentrato invece sulla possibile esposizione ai pesticidi delle donne in gravidanza e di come possa riflettersi sullo sviluppo del diabete gestazionale. La ricerca è stata condotta da Leda Chatzi, ricercatrice presso l’Università di Creta a Heraklion, e ha visto coinvolte 640 future mamme.

In questo studio sugli inquinanti organici persistenti (Pop) sono stati misurati i livelli di Pcb, Dde e Hcb nel siero delle donne che si trovavano nei primi tre mesi di gravidanza. Nel periodo compreso tra la 24esima e la 28esima settimana è stata poi valutata un’eventuale manifestazione di diabete gestazionale.

Come hanno spiegato i ricercatori è risultato come il 7% di loro abbiano sviluppato la patologia diabetica, mentre a un aumento di 10 volte dell’esposizione totale ai Pcb corrisponderebbe un rischio “4,4 volte maggiore”. Non è emersa invece una particolare incidenza per quanto riguarda Dde e Hcb. Come hanno spiegato gli esperti greci:

Considerando che vari Paesi del mondo stanno assistendo a una sempre maggiore prevalenza di diabete gestazionale queste evidenze sono importanti in un’ottica di salute pubblica, per migliorare la conoscenza dei fattori di rischio sui quali agire per cercare di invertire il trend.

Il nostro prossimo passo sarà valutare se l’esposizione ai Pop ‘nel pancione’ è associata ad alterazioni nel metabolismo del glucosio e a diabete tra i bimbi nei primi anni di vita.

16 settembre 2015
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