Che lo smog uccida è una verità banale. Le proporzioni di questa “ecatombe” annuale sono però di solito ignorate o passate sotto silenzio. Recentemente, l’argomento era tornato alla ribalta in Italia, a causa delle condizioni particolarmente disagevoli delle nostre città.

Da Roma, in cui la cappa di smog arriverebbe a minacciare i marmi del Colosseo (e dei Fori Imperiali) a Milano, senza dimenticare le città del meridione, da Napoli a Palermo, le negligenze della politica nel settore strategico della mobilità urbana ci regalano argomenti su argomenti per nuovi articoli.

Nuove ricerche svolte da Aphekom provano ora a quantificare il rapporto salute-traffico: se 25 città europee abbassassero la concentrazione del particolato Pm2,5 nella loro atmosfera, si avrebbe un’aspettativa di vita in media di 22 mesi superiore (quasi due anni). Le morti annuali in meno solo a Roma raggiungerebbero la cifra “folle” di 1.278.

In particolare, ad essere esposti risultano essere gli abitanti delle grandi città le cui abitazioni si ritrovino nelle immediate vicinanze (meno di 75 metri) di strade molto trafficate. A Roma, per fare un esempio, questa condizione riguarda ben il 23% dei residenti. Tutto ciò sarebbe causa, non solo di numerose malattie cardiovascolari, spesso letali, ma favorirebbe anche l’asma infantile.

Lo stesso studio dell’Aphekom ha quantificato il “danno economico” che questo alto livello di smog provoca ogni anno: l’Europa potrebbe complessivamente risparmiare fino a 31,5 miliardi di euro. Una cifra pari ad una legge finanziaria per nulla “soft”.

3 marzo 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento