Quando si dice “vedere il bicchiere mezzo pieno”. Invece di scagliarsi contro i recenti tagli agli sgravi per le ristrutturazioni energetiche (come ha fatto ad esempio il WWF), le associazioni Uncsaal (Unione nazionale costruttori serramenti acciaio alluminio e leghe) e Federlegno Arredo osservano che, se non altro, le detrazioni fiscali non sono state cancellate del tutto, e propongono di partire proprio dalle novità inserite nella manovra finanziaria per una rimodulazione delle agevolazioni.

Se, infatti, il governo ha tagliato del 5% i bonus fiscali del 36% e del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica, evidentemente le agevolazioni (che finora sono in vigore fino alla fine del 2011) potrebbero essere prorogate anche per i prossimi anni. Una buona notizia, secondo le due associazioni, che sottolineano come gli incentivi “rappresentino un risparmio anche per il bilancio dello Stato, riducano l’economia sommersa e contribuiscano a evitare le procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea”.

Per questo Uncsaal e Federlegno hanno formulato una proposta comune per stabilizzare e riformulare gli sgravi fiscali. Il punto di partenza è la conferma delle detrazioni fino al 31 dicembre 2015, ma con bonus ridotto dal 55% al 45%. Lo sgravio potrebbe, a seconda dei casi, essere rimborsato ai contribuenti in cinque (come accadeva fino all’anno scorso) o dieci annualità fiscali e infine potrebbero essere introdotti dei tetti di spesa differenziati in base alla tipologia di intervento.

L’importante, secondo le due organizzazioni, è che non vengano cancellate le misure di incentivazione per l’efficienza in edilizia, visto anche che il patrimonio abitativo italiano è di qualità piuttosto scadente, e che le detrazioni fiscali hanno ottenuto un successo crescente da quando sono state introdotte.

Dopo il boom della sostituzione di infissi e caldaie, in particolare, Uncsaal e Federlegno Arredo sottolineano che anche gli interventi sull’involucro edilizio stanno diventando sempre più popolari tra i cittadini italiani. È per questo che un’interruzione degli incentivi sarebbe in questo momento particolarmente controproducente.

18 luglio 2011
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