Contrordine: le aliquote delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie ed efficienza energetica non saranno tagliate per tutto il 2014. Nel testo della Legge di Stabilità licenziata dal Consiglio dei ministri, contrariamente alle anticipazioni, non è previsto alcun taglio delle agevolazioni attualmente in vigore.

Il calo progressivo delle aliquote dovrebbe scattare invece dal 2015, quando lo sgravio per le ristrutturazioni, se le Camere confermeranno la volontà del Governo, passerà dall’attuale 50% al 40%, mentre l’ecobonus efficienza scenderà dal 65 al 50%, tornano ai livelli previsti fino all’anno scorso.

A partire dal 2016, poi, le due misure si dovrebbero unificare, con una stessa aliquota detraibile pari al 36% della spesa sostenuta. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni basate su una bozza della Legge diversa dal testo approvato oggi dal Governo, secondo le quali il calo graduale delle aliquote sarebbe dovuto scattare già a partire dal 2014.

Ora il testo della Legge Stabilità dovrà essere approvato dai due rami del Parlamento, che hanno tempo fino al 31 dicembre per ratificare il provvedimento appena approvato dal Consiglio dei Ministri.

16 ottobre 2013
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I vostri commenti
e.sodato, mercoledì 15 gennaio 2014 alle3:00 ha scritto: rispondi »

Ma il cambio sesso , continua gratis con la mutua ?

GIUSEPPE, sabato 19 ottobre 2013 alle13:13 ha scritto: rispondi »

Certo che, se il governo e successivamente il parlamento dovessero approvare certe misure, sarebbero molto lungimiranti(sic) sulla ripresa economica per i seguenti motivi: 1) visto che le detrazione o vengono annullate oppure diminuite sicuramente ci saranno meno cittadini che saranno interessati ad investire per realizzare, nel campo dell'edilizia e per la casa, quelle ristrutturazioni o acquisti nel campo elettrodomestici o efficienza energetica; 2) il fatto di diminuire le aliquote comporta, in generale, che il cittadino dovrà pagare più tasse rispetto alla situazione precedente per cui sarà meno invogliato ad effettuare spese per le quali è poco incentivato ad investire. In ultima analisi mentre da una parte si dovrebbe pensare a prendere delle decisioni che comportino una maggiore disponibilità di denaro per invogliare il cittadino a spendere dall'altra governo e parlamento prendono decisioni esattamente contrarie. Spero che qualcuno si svegli e faccia comprendere a lor signori che stanno prendendo delle grosse cantonate.

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