È stato uno dei primi annunci di Corrado Clini dopo la sua nomina a ministro dell’Ambiente: la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sarà prorogata al più presto «in maniera strutturale». A soli pochi giorni da quella dichiarazione, che aveva ridato speranza ad alle associazioni del settore, un altro esponente del governo mette per così dire le mani avanti, spiegando che prima di pensare alla stabilizzazione delle agevolazioni occorre fare bene i conti.

A dichiararlo è stato Dino Piero Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento, in occasione di un question time alla Camera. A differenza del suo collega del dicastero dell’Ambiente, Giarda mostra una prudenza notevole, spiegando che secondo i calcoli del Governo Monti gli oneri della detrazione sono molto maggiori di quanto previsto dal precedente esecutivo.

Secondo il governo dimissionario, in particolare, nel 2011 lo sgravio per l’efficienza energetica dovrebbe produrre un maggior gettito fiscale di 124,8 milioni, mentre la sua proroga costerebbe, in termini di minori imposte incassate, 32,4 milioni nel 2012 e 292,8 milioni nel 2013. Cifre che, stando alle dichiarazioni di Giarda, sarebbero in realtà sottostimate. “Non oso dire le stime che mi sono state sottoposte dal ministero dell’Economia”, ha dichiarato allarmato il ministro.

La pensa diversamente il Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio), secondo cui è vero che la detrazione del 55% è costata allo Stato 6.446 milioni di euro dal 2007 (anno in cui è stata introdotta) al 2010, ma i benefici economici, nello stesso periodo, sarebbero quantificabili in ben 10.310 milioni di euro, grazie al risparmio in bolletta (3.200 milioni), al maggior gettito fiscale (3.310 milioni) e l’aumento del reddito derivante dal patrimonio immobiliare (3.800 milioni).

La stabilizzazione dello sgravio fiscale, insomma, “s’ha da fare”, come ha chiesto al Governo anche il Partito Democratico, per bocca del presidente dei suoi Deputati, Dario Franceschini:

È stata la misura anticiclica di gran lunga più importante attivata in questi anni – ha dichiarato – e che ha contrastato gli effetti della crisi nel settore dell’edilizia e contribuito a ridurre le bollette energetiche degli italiani e le emissioni di CO2.

Il ministro Giarda, comunque, non esclude che, cifre alla mano, alla fine l’esecutivo decida di confermare le agevolazioni, magari stabilizzandole per almeno un triennio, come chiedono da tempo gli operatori di settore. Il Governo, ha infatti dichiarato, valuta “positivamente” il bonus fiscale del 55%, “ma si tratta di valutarne la sostenibilità finanziaria”. Le associazioni di categoria, in ogni caso, non possono ancora tirare il fiato.

| Zeroemission | Edilportale

2 dicembre 2011
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