È attesa per i prossimi giorni la versione definitiva del cosiddetto Decreto Sviluppo, che conterrà anche la misura di proroga della detrazione fiscale del 55% per gli interventi di ristrutturazione energetica degli edifici. Sui contenuti del provvedimento sono già state diffuse delle anticipazioni che non sembrano incontrare il favore di associazioni e operatori del settore.

A suscitare critiche e malumori, in particolare, la decisione del governo di mantenere in vigore le agevolazioni fiscali, ma con una rimodulazione del bonus e aliquote più basse per determinate tipologie di interventi, a cominciare dalla sostituzione degli infissi. Tra i primi a protestare, non è caso, è stata la UNCSAAL (Unione nazionale costruttori serramenti alluminio acciaio e leghe), che ha bollato l’ipotesi di rimodulazione dell’incentivo come “assolutamente non in linea né con quanto richiesto da tempo da tutte le associazioni confindustriali”.

Oltre all’abbassamento dell’aliquota, che per la sostituzione delle finestre dovrebbe essere tagliata dal 55 al 41%, l’associazione contesta l’introduzione dell’obbligo, per chi voglia usufruire del bonus sui serramenti, di installare anche sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche. Un vincolo che farebbe alzare di molto i costi dell’intervento dovendo inoltre richiedere il ricorso a un idraulico.

Soprattutto nei condomini, sostiene UNCSAAL, la nuova norma potrebbe causare parecchi problemi: alle valvole termostatiche, infatti, sono associati dei contabilizzatori per ripartire le spese, per cui l’installazione dovrebbe essere decisa all’unanimità dall’assemblea condominiale. Un altro fattore che potrebbe scoraggiare i cittadini interessati. L’associazione, ancora, contesta anche l’introduzione di un tetto massimo per la cifra da dedurre, che tra l’altro “non tiene conto delle zone climatiche che richiedono serramenti con diverse prestazioni termiche, e quindi diversi prezzi”

Piuttosto che differenziare le aliquote dell’agevolazione, secondo UNCSAAL e le altre associazioni di settore, sarebbe inoltre preferibile rimodulare il periodo di detraibilità da 5 a 10 anni, mentre la normativa in vigore, confermata dalla bozza del Decreto Sviluppo, prevede invariabilmente una dilazione decennale del bonus. Secondo gli operatori, invece, la riduzione dei tempi per il recupero del credito renderebbe molto più appetibili le detrazioni per l’efficienza energetica. Infine, UNCSAAL chiede al governo di estendere il bonus ai beni strumentali e ai soggetti pubblici non assoggettati all’Ires.

In un momento di crisi come l’attuale – spiega l’associazione – la propensione alla spesa (seppur in parte agevolata) da parte di singoli proprietari di unità immobiliari risulta particolarmente bassa, e lo sarà anche per gran parte del 2012, mentre offrire l’opportunità di riqualificare energeticamente il patrimonio immobiliare detenuto dai grandi gestori finanziari e industriali potrebbe rappresentare un circuito virtuoso per riqualificare energeticamente una parte significativa di patrimonio immobiliare italiano, produrre una rivalutazione dello stesso patrimonio, produrre maggior gettito per l’erario.

2 novembre 2011
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