Stabilizzare la detrazione fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. La richiesta, che segue quella avanzata da Confindustria e sindacati nei giorni scorsi, arriva dall’ANCE (Associazione nazionale dei costruttori edili), che ha presentato le proprie osservazioni sulla bozza di Strategia energetica nazionale nel corso di un’audizione al Senato.

Rendere strutturale il bonus efficienza del 55%, secondo i costruttori, sarebbe un sistema efficiente per favorire la ripresa del settore edilizio. Per ridurre la spesa a carico dello Stato, ANCE suggerisce di stabilire nuovi tetti massimi agli importi detraibili o anche di differenziare l’aliquota in base alla effettiva resa dell’intervento in termini di risparmio energetico.

Detrazione a parte, l’associazione propone anche di modificare le norme esistenti in materia di certificazione energetica degli edifici, rendendola obbligatoria per tutte le unità immobiliari (al momento è dovuta solo in caso di compravendita o locazione) e inserendola nei dati catastali.

Un’altra richiesta è quella di vietare, entro il 2020 o il 2050, la vendita o l’affitto di case al di sotto di una certa soglia minima di efficienza, consentendone l’agibilità solo dopo opportuni interventi di riqualificazione energetica.

ANCE, ancora, ha dei suggerimenti anche per il sistema bancario, a cui propone di sviluppare sistemi di finanziamento agevolato per gli interventi edilizi con il miglior rapporto costi-benefici dal punto di vista energetico e ambientale. Sul fronte della sostenibilità generale delle città, infine, i costruttori chiedono di individuare delle norme comuni su scala nazionale, attraverso strumenti come il Piano Città e le politiche per le Smart City.

27 settembre 2012
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