Detersivo sfuso, rispettare l’ambiente risparmiando

Una collina composta da centinaia di migliaia di flaconi di plastica, pronti per essere smaltiti o riciclati. Questa immagine, molto frequente nelle discariche, ci fa capire l’importanza di un consumo consapevole e sostenibile, cercando di riutilizzare, per il tempo più lungo possibile, materiale non biodegradabili o potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute dell’uomo.

Alcune catene di supermercati, da un anno a questa parte, propongono una interessante innovazione: il detersivo alla spina, ovvero un distributore di detersivo sfuso in cui è possibile riutilizzare il proprio recipiente per riempirlo nuovamente una volta esaurito il liquido detergente. Naturalmente sono disponibili detersivi e saponi per tutti gli usi domestici, dal detergente, all’ammorbidente, dal sapone per piatti a quello per le mani.

L’idea, di per sé molto semplice, è dettata dalla necessità crescente dei consumatori di ricercare prodotti di qualità al minor prezzo possibile. I produttori di detergenti, distribuendo il loro prodotto allo stato liquido, possono risparmiare notevoli cifre dal packaging, riuscendo ad abbassare il costo del prodotto finale. Un vantaggio notevole per il consumatore ma anche per il produttore, quindi.

Il vantaggio di tale sistema, naturalmente, ha ripercussioni notevoli e facilmente intuibili sull’ambiente. Infatti, spesso non ci si rende conto che per produrre meno rifiuti basterebbe non comprarli. Il problema dell’accumulo dei rifiuti, sempre più urgente e di impatto devastante, va risolto soprattutto all’origine. Il riutilizzo di contenitori di plastica risponde in pieno a questa esigenza. Riutilizzare la plastica costa molto meno che riciclarla.

Comprando il detersivo sfuso si paga soltanto il litro di prodotto e nessun costo di imballaggio. L’esempio sta per essere seguito anche dai generi alimentari liquidi: latte, succhi di frutta, bevande. Il sistema del self-service alla spina ha tutte le potenzialità per aprire una strada che, se avrà successo e sufficiente diffusione, potrà instaurare una cultura ambientalista più marcata e attenta tra la popolazione.

16 ottobre 2008
I vostri commenti
remo longo, mercoledì 18 febbraio 2009 alle14:30 ha scritto: rispondi »

mi piacerebbe sapere come fare a portare tale modalità di vendita a catania

Giovanni, domenica 2 novembre 2008 alle13:12 ha scritto: rispondi »

Ciao, bhe, io ho trovato questo sito http://www.detersivisfusi.it che ha una mappa con molti punti vendita

Christian Guizzardi, venerdì 31 ottobre 2008 alle16:35 ha scritto: rispondi »

beh, questa è un ottima notizia !

dorylinux, venerdì 31 ottobre 2008 alle15:39 ha scritto: rispondi »

@mario ...eccoti una raccolta di link > http://www.dorianorossi.com/freeliving/dorylinux-consiglia-di-acquistare-detersivo-alla-spina @giuseppe ...io dico che è anche meglio, ma capirai, sono del 63' e vivo da solo da quando ne avevo 21 (in mezzo c'è dell'altro ma lasciamop perdere :o), ma lo dice anche la mia "family-test" per eccellenza > mia madre, che è del 1924, quindi è partita dalla soda e via-via fino ai tempi nostri = fai tu! ;-) @chistian ...è vero ma non capillarmente, infatti io lo trovo solo (parliamo di Marcon - venezia) al minimarket vicino a casa mia ed è della ditta 1000 bolle point. > Ipermercato Panorama (bottegone di Marghera) > Ipermercato Carrefour (bottegone di Marcon) > Ipermercato Auchan (Bottegone di Mestre) stanno LETTERALMENTE dormendo in piedi, mentre gli stessi "illustri bottegoni" in giro per l'Italia sono già forniti di dstributori alla spina. Curiosità vuole che il beta-test del primo IPER-mercato ad ampia metratura d'Italia (all'epoca il più grande d'Italia, 2.000 mq di superfice di vendita) sia stato fatto a Marghera dal Gruppo Pam (sempre all'epoca in join-venture con Coin). Stiamo parlando ovviamente dell'Ipermercato Panorama di Marghera (Ve). Sulla base del riscontro positivo sono state pianificate le altre aperture...ed ovviamente stimolato pure la concorrenza....

Barbara, mercoledì 29 ottobre 2008 alle17:48 ha scritto: rispondi »

E, a questo punto, perchè non parlare di un detersivo "handmade", ovvero totalmente fatto in casa e privo di sostanze chimiche? Mi sono cimentata varie volte nella sua preparazione e gli elementi di base sono davvero facilmente reperibili (ad esempio aceto, succo di limone, bicarbonato...)

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