La Camera dei Deputati torna ad occuparsi dell’eredità lasciata dalle centrali nucleari italiane dismesse dopo l’esito del referendum antinucleare del 1987. In Commissione Ambiente e in Commissione Attività produttive sono all’esame due risoluzioni di indirizzo al Governo a firma, rispettivamente, di Gianluca Benamati del PD e Angelo Alessandri della Lega Nord.

La risoluzione di Benamati chiede che il Governo Monti si impegni:

A porre in atto tutte le azioni di propria competenza, con particolare riferimento all’ottimizzazione del quadro di riferimento relativo agli aspetti procedurali, agli iter autorizzativi, alle azioni necessarie ed ai soggetti responsabili, per garantire il completamento della messa in sicurezza, per il presente ed il futuro, dei rifiuti radioattivi nel nostro Paese, prevedendo anche la promozione di attività di ricerca su forme avanzate di trattamento delle scorie ad alta radiotossicità;

a porre in atto ogni azione di propria competenza per il completamento, in tempi certi, del processo di smantellamento degli impianti nucleari che hanno operato nel Paese.

Quella di Alessandri impegna il Governo:

Ad adottare nell’immediato tutti i provvedimenti di competenza necessari alla definizione dell’assetto organizzativo in campo di sicurezza nucleare ai sensi del comma 20-bis dell’articolo 21 del decreto legge n. 201 del 2011 nel testo vigente, allo scopo individuando, possibilmente nell’ISPRA, l’unico soggetto pubblico cui conferire le competenze della soppressa agenzia per la sicurezza nucleare;

a porre in atto tutte le azioni di propria competenza volte ad assicurare il completamento della messa in sicurezza definitiva dei rifiuti radioattivi in tal senso provvedendo ad attuare le disposizioni relative al conseguimento dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del parco tecnologico di cui all’articolo 27 del decreto legislativo n. 31 del 2010 e contestualmente ad attivare i previsti procedimenti di consultazione pubblica per informare i cittadini sugli esiti conseguiti e per ricevere i loro commenti di merito.

In entrambi i casi, quindi, si fa accenno esplicito alla necessità di completare in fretta il quadro normativo necessario a regolare il decommissioning (cioè lo smantellamento definitivo) delle vecchie centrali nucleari e la creazione del deposito geologico permanente delle scorie che attualmente sono parcheggiate all’interno delle stesse centrali.

Tutto questo alla luce del tentato blitz nuclearista del Governo Berlusconi che, senza passare da un pronunciamento popolare, aveva deciso che l’Italia sarebbe dovuta tornare al nucleare in collaborazione con la Francia. Venne per questo creata l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, affidata all’oncologo Umberto Veronesi, che fu poi smantellata anch’essa dopo il secondo referendum antinucleare, stravinto dai sì.

Ora si chiede che il Governo prema sull’acceleratore per chiudere definitivamente la questione nucleare emanando i decreti ancora mancanti. Da parte sua il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, è convinto che sarà facile individuare il sito per lo stoccaggio perché i Comuni offriranno i loro terreni. Sarà la volta buona?

, Camera dei Deputati

3 maggio 2012
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