In un’intervista concessa all’agenzia di stampa Adnkronos il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha riferito che sono in corso trattative con la Sogin e con il Ministero dello Sviluppo Economico per individuare le aree idonee a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. La Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, stilata sulla base delle caratteristiche geologiche dei siti papabili, dovrebbe essere pubblicata entro la fine dell’anno.

Dopo la pubblicazione della CNAPI è previsto un confronto trasparente con le comunità locali interessate, volto a individuare il sito migliore per il deposito unico delle scorie radioattive.

Galletti ha poi affrontato altri temi caldi sul tavolo del Ministero dell’Ambiente: dall’ILVA all’agenda climatica ed energetica. Sul colosso siderurgico pugliese il ministro ha ribadito che resterà operativo soltanto se rispetterà le norme ambientali anti-inquinamento:

Il nuovo acquirente o affittuario dell’ILVA dovrà presentare un piano ambientale che sorregga il piano industriale e il mio ministero sarà centrale nello stabilire se quel piano ambientale può essere compatibile con quel tipo di produzione.

Sull’accordo per ridurre le emissioni siglato alla COP21 di Parigi Galletti ha auspicato un cambiamento culturale epocale, in grado di permettere all’Italia di rispettare gli impegni assunti. Secondo il ministro il rispetto per gli altri e per l’ambiente sarà decisivo nella lotta all’inquinamento insieme alle politiche per le rinnovabili e per l’efficienza energetica approvate dal Governo.

L’Italia si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 a eccezione di quelle industriali del 31%-34% entro il 2030.

Il ministro ha annunciato che a elezioni concluse incontrerà i nuovi sindaci per concordare soluzioni ai problemi ambientali che affliggono le grandi città: dalla gestione dei rifiuti alla mobilità. Galletti ha sottolineato che ogni grande evento, persino le Olimpiadi, può rappresentare un’occasione di riqualificazione ambientale.

Il ministro si è schierato a favore del sì al referendum costituzionale di ottobre, spiegando che grazie al titolo V della riforma finalmente lo Stato potrà decidere la strategia energetica del Paese, finora in mano alle Regioni.

17 giugno 2016
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