La Grecia da tempo risente degli influssi negativi della crisi economica, infatti sono molte le famiglie che vivono al limite della povertà. Oppure sono costrette a fare scelte mirate per risparmiare e portare il pane in tavola. I costi extra sono da tempo un tabù, lussi ed esigenze anche normali vengono accantonate in favore della sopravvivenza. Tra le tante spese da tagliare, i greci hanno deciso di abbandonare i loro cani di affezione, lasciandoli soli per le strade sterrate. Tra le più colpite Creta, dove è evidente una condizione di forte sofferenza che relega gli animali domestici a un’improvvisa situazione di degrado, fame e solitudine.

Ma da qualche tempo un uomo ha deciso di trasformarsi nell’angelo custode di queste anime derelitte, colpito quotidianamente dalla sofferenza e dalla fame presente fuori casa. Theoklitos Proestakis ha così scelto di rinunciare al lavoro di dentista per investire i suoi soldi nella cura dei cani randagi, rinunciando ai suoi beni materiali. Takis, come è conosciuto sul posto, ha deciso di vendere auto e caravan, quindi di chiedere alcuni prestiti così da aprire un rifugio per tutti i randagi. L’uomo da tre anni si occupa con amore e affetto dei quadrupedi che trova da soli, spesso scaricati in zone isolate, rocciose, oppure nelle discariche a cielo aperto. Molti di questi vittime di percosse e abusi, altri frutto della mancata sterilizzazione. Pratica ancora ostica da apprendere e, vista la crisi, accantonata da tempo.

L’idea del rifugio è nata dopo le minacce del vicinato contrario alla presenza dei randagi all’interno della sua casa. Takis si è visto spinto verso la creazione di un luogo sicuro, lontano dall’odio e dalla violenza. Tutti gli ospiti della struttura arrivano in condizioni pietose, spesso disidratati, affamati, con arti spezzati o in fin di vita. L’uomo li accoglie, cura e rinvigorisce. Molti dei 200 esemplari salvati hanno trovato una nuova casa e una nuova famiglia, lontano dal degrado della Grecia. Ben 40 cani vivono una nuova vita felice e, vista la mancanza di un lavoro, Takis gestisce il rifugio di 5.200 metri quadrati grazie alle donazioni internazionali. Le spese mensili si aggirano intorno ai 1.300 euro solo per il cibo, mentre 700 euro per visite e bollette. Infatti per un attimo l’uomo ha pensato di vendere, ma poi ha stretto i denti e ha proseguito nel suo percorso di cura e amore. La raccolta fondi è favorita anche dal passaparola attraverso la pagina Facebook del rifugio, donazioni che permettono a questi cani di trovare nuove case e di vivere degnamente.

15 ottobre 2015
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