Denti sensibili: cause e rimedi naturali

Per chi soffre di sensibilità dentale anche le consuete abitudini quotidiane, come mangiare e bere o lavarsi i denti, possono diventare un momento di disagio e creare notevole ansia. Quando i denti diventano sensibili, infatti, si prova fastidio e dolore durante la masticazione o venendo a contatto con liquidi particolarmente caldi o freddi, responsabili di aggredire sia lo smalto sia la dentina che, per qualche motivo, hanno subito un assottigliamento esponendo la polpa sottostante agli stimoli esterni e agli sbalzi di temperatura.

Dietro la sensibilità dentinale possono celarsi una lunga serie di problematiche più o meno gravi, tuttavia anche in assenza di queste è possibile che i denti diventino sensibili durante particolari condizioni non patologiche, come ad esempio la gravidanza. Nelle future mamme, infatti, le variazioni a livello ormonale possono compromettere la salute del cavo orale e abbassare le difese.

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Nel corso della gestazione, come nell’arco di tutta la vita, visite periodiche dal dentista e sedute di igiene semestrali possono prevenire il manifestarsi di disagi e monitorare eventuali alterazioni prima che inizino a provocare dolore.

Le cause

La prima causa di sensibilità dentinale deve essere ricercata nella placca, i cui accumuli rischiano di intaccare le superfici dei denti rendendole sensibili ed esposte. Un’igiene scadente e un’assenza prolungata di interventi mirati alla rimozione del tartaro rischiano di originare gengiviti e patologie parodontali, condizioni che prevedono anche una recessione gengivale e una maggiore esposizione dei colletti dentali. Se la gengivite è una condizione reversibile, la parodontite può condurre alla perdita degli elementi dentali.

Anche una comune carie può causare sensibilità, così come un trauma subito e uno spazzolamento scorretto e troppo aggressivo: questa condizione può essere peggiorata da un uso inappropriato di scovolini dentali e dello stesso filo interdentale.

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Responsabili della sensibilità dentinale sono, talvolta, alcuni tipi di dentifrici sbiancanti che rischiano di erodere lo smalto: per evitare questo tipo di problemi è consigliabile alternare l’utilizzo di prodotti sbiancanti a dentifrici comuni.

Infine, in alcuni soggetti anche il prolungato consumo di cibi e bevande particolari può compromettere gli strati superficiali dei denti aumentandone la sensibilità: si parla del tè, dei pomodori, degli agrumi e in generale degli alimenti particolarmente acidi.

Abitudini corrette

Oltre all’utilizzo di tecniche di spazzolamento adeguate e poco aggressive, per evitare un aumento della sensibilità dentinale è importante preferire il consumo di alcuni alimenti poco acidi che non facilitano la formazione della carie e che rappresentano una fonte di calcio e fosforo, indispensabili per la salute dei denti.

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Da evitare sono invece gli zuccheri semplici e le sostanze dure che masticate possono danneggiare i denti facendo recedere le gengive, come i semi o le ossa o le bucce troppo dure.

Rimedi

Tra i rimedi possibili, l’uso di dentifrici a base di fluoro rappresenta un valido aiuto per proteggere le superfici dentali, così l’utilizzo di colluttori specifici secondo quanto prescrive il dentista di fiducia.

Molto utili, infine, possono essere anche le paste dentifrice naturali che contengono tè verde oppure oli essenziali con potenziale purificante e protettivo (olio di menta, di timo bianco, di eucalipto). È anche possibile realizzare in casa un dentifricio naturale a base di argilla bianca e olio essenziale a piacere.

15 settembre 2017
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