Il bracconaggio coinvolge anche le splendide acque della Maddalena, in Sardegna: un delfino è stato rinvenuto agonizzante per colpa delle ferite di una fiocina e, purtroppo, è deceduto poco dopo il rinvenimento. È ora caccia al responsabile, sebbene le piste da seguire siano poche.

>>Leggi del delfino morto a causa dei turisti cinesi

È stato un dipendente dell’Ente Parco della Maddalena, in prossimità dell’Isola di Razzoli, a fare ieri la triste scoperta: un delfino, infilzato da una fiocina, si dimenava in acqua per tentare di liberarsi dall’arma. Inutili i soccorsi e i tentativi di salvataggio: l’esemplare è morto dopo un’ora dal ritrovamento.

Il Corpo Forestale dello Stato ha quindi sporto denuncia contro ignoti, perché i capi Tursiops truncatus – nome scientifico di questo delfino che abita le coste – sono protetti dalla Convenzione di Washington e la loro uccisione costituisce quindi reato, con pene dai 6 mesi ai 4 anni di reclusione e multe fino a 4.000 euro. L’analisi della fiocina, tuttavia, non ha permesso di risalire a nessun indizio che possa svelare l’identità del cacciatore.

Non siamo in grado di dire con precisione se l’asta tahitiana sia stata scagliata a mano con forza o con un fucile elastico. Al di là dell’aspetto tecnico resta la condanna morale di un gesto tanto crudele. Compiuto inoltre all’interno del santuario dei cetacei, l’habitat marino per eccellenza in cui vivono e si riproducono tursiopi, delfini, balenottere. Non c’è mai stato un episodio di questo tipo nel Tirreno. Purtroppo non abbiamo maggiori dettagli sul delfino ucciso. Essendo molto giovane non era stato ancora inserito all’interno del foto-archivio degli esemplari che transitano nelle nostre acque, una settantina.

Così spiega il direttore del Parco nazionale della Maddalena, Ciro Pignatelli. Non si tratterebbe tuttavia di un caso isolato, così come tiene a precisare La Nuova Sardegna. Negli ultimi anni, infatti, sulle spiagge dell’Asinara e di Alghero sono stati rinvenuti dei delfini con parti del corpo mutilate, causate dall’incagliamento nelle reti o da veri e propri tentativi d’uccisione deliberata.

5 agosto 2013
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Roby, mercoledì 7 agosto 2013 alle8:19 ha scritto: rispondi »

Che dire girano liberi assassini grazie alla giustizia, figuriamoci se uccide un Delfino. Cmq meglio morti che in balia a si tanta presunta intelligenza

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