Per Angel, un rarissimo delfino albino, la vita si è trasformata in un inferno. Dal 2014 è costretto a vivere in una vasca dallo spazio limitato, all’interno del Taiji Whale Museum in Giappone. Il giovane natante è frutto delle battute di caccia che si ripetono annualmente all’interno della baia di Taiji, dove i delfini vengono convogliati in massa, confusi dal rumore prodotto dai pali di metallo sbattuti contro lo scafo delle barche. Un suono assordante che spaventa e terrorizza questi animali, che finiscono a centinaia – e anche migliaia – all’interno dello spazio trasformato in una trappola. I pescatori mettono in atto una feroce mattanza, nonostante le lamentele e le azioni degli attivisti, ma quelli che sopravvivono vengono venduti. Molti come ospiti di parchi acquatici e musei, vere attrazioni per il pubblico.

Una sorte tristemente nota a Angel che, separato per sempre dalla madre, è stato catturato per la particolarità del suo aspetto fisico e rinchiuso in una vasca dal formato ristretto. Il delfino condivide la nuova dimora con altri esemplari, in una ambiente non particolarmente pulito, nonché ricco di cloro. Questa condizione impedisce ad Angel di tenere gli occhi aperti, con forte disagio per la salute della sua vista e della sua pelle così delicata. Il delfino non è l’unico a patire gli alti livelli di cloro, anche i suoi compagni spesso nuotano serrando gli occhi infastiditi dal prodotto presente nell’acqua. Gli attivisti sospettano che il quantitativo sia stato volutamente aumentato per impedire la formazione di alghe, limitando al minimo la pulizia della vasca.

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Jessie Treverton, a capo della campagna Sea Shepherd Conservation Society Cove Guardians, ha potuto osservarlo dal vivo e notare piccole escoriazioni sulla pelle, oltre agli occhi gonfi e chiusi. Una probabile conseguenza della presenza della sostanza all’interno della vasca. Molti dei suoi compagni cercano di avvicinare il muso alla superficie dell’acqua, nuotando in modo lento e sofferente, per patire il meno possibile l’azione del cloro. Sono tanti gli specialisti e i biologi che suggeriscono il trasferimento dell’animale, invitando la struttura a sottoporre Angel a visite mediche, per monitorare la reale condizione di salute del delfino.

17 febbraio 2017
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