Una situazione di vero abuso e costrizione, quella subita dal delfino Bucky, ospite della struttura marina Dolphin Marine Magic a Coffs Harbour in Australia. L’animale vive nell’impianto acquatico sin dagli anni settanta da quando, a soli sei mesi, venne salvato dal fondatore del parco Hec Goodall. Trovato incastrato e impossibilitato a muoversi all’interno del fiume Nambucca River, nella zona del New South Wales, il piccolo stava morendo per disidratazione ed esposizione eccessiva ai raggi solari. Per questo Hec, mosso a compassione, aveva deciso di ospitarlo nel parco acquatico, non liberandolo ma facendolo crescere in cattività.

L’animale ha quindi trascorso i suoi 47 anni di vita presso il Dolphin Marine Magic, mentre l’aspettativa di vita di questi esemplari si aggira intorno ai 50 anni. La sua età equivale a circa 80 anni di quelli umani e il delfino, dal 2013, è malato gravemente. Il suo istruttore, Greg Pickering, ha chiesto al celebre veterinario Chris Brown di intervenire per visitare l’animale. I grumi presenti all’interno della bocca dell’animale hanno confermato la presenza di una malattia grave: il cancro. Ma a dispetto delle sue difficili condizioni, Bucky ha continuato a esibirsi per i visitatori, con relative acrobazie e salti mortali. Inoltre l’animale è parte integrante di un programma di nuoto, quindi è costretto a trasportare i visitatori aggrappati alla sua pinna dorsale. Con tanto di foto finale e bacio.

Sarah Lucas, CEO di Australia for Dolphins, sostiene che presso la struttura si svolgono due o tre spettacoli al giorno. Bucky vi prende parte anche se non è chiaro per quanti, mentre l’amministratore delegato del parco acquatico sostiene esista una rotazione così da permettere pause e riposo per ogni delfino. Secondo Lucas, Bucky è l’attrattiva principale e verrebbe quindi impiegato nonostante la sua condizione di sofferenza. Inoltre la struttura è stata al centro di alcune polemiche per le cattive condizioni igieniche dell’acqua dove vivono gli animali, ricche di elementi di disturbo come foglie, legni, pezzi di plastica e metallo, che hanno causato la morte di Ji-Ling, figlio di Bucky. Australia for Dolphins ora chiede la chiusura di questo genere di attrattive permettendo ai delfini di ritornare in natura, in appositi e spaziosi recinti marini. È innaturale per un animale vivere in cattività, seguendo un addestramento ed esibendosi in pessime condizioni di salute come è accaduto a Bucky. Trascorrendo tutta la sua esistenza dentro due piscine di cemento.

10 maggio 2016
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