Delfini: perché nuotare con loro non è consigliato

I delfini sono animali intelligenti, curiosi e attenti, che amano interagire con i propri simili in un dialogo molto più complesso di quanto si possa pensare. Anche i versi che emettono possono risultare personalizzati, tanto da creare una complessa rete di comunicazione. Consapevoli della loro intelligenza, sfruttano questa dote per riconoscersi tra di loro, ma anche per individuare la propria immagine riflessa allo specchio. Amano conversare anche con l’uomo, da cui sono molto attratti, per questo sconforta l’idea di vederli reclusi in un acquario, come in un delfinario o in un parco giochi. I luoghi costrittivi non sono infatti consoni alle loro necessità e al loro benessere, come la stessa attività natatoria in loro compagnia.

Separazione

La maggioranza di delfini presenti in acquari e delfinari è vittima di separazione dal proprio habitat naturale, perché costretti a una vita di reclusione da un’azione stressante. Non tutti quelli presenti sono nati in cattività e l’allontanamento dal loro mondo implica una divisione forzata dagli affetti più cari, dal branco e dalla condizione di libertà. Benché siano animali intelligenti e facili da addestrare, questa imposizione è fonte di profonda sofferenza a lacerazione interiore.

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Cattività

Delfino

La vita in cattività, all’interno di piscine e parchi acquatici, non è in grado di replicare le condizioni ottimali dell’esistenza all’aria aperta. Tutto cambia, sia le dinamiche relazionali che l’alimentazione, quindi l’ambiente stesso. L’acqua dove soggiornano può essere adeguatamente pulita e più soggetta alla proliferazione di batteri e funghi. I delfini che conducono vita da reclusi sono animali a volte deboli e malati, spesso soggetti a cure farmacologiche.

Mare aperto

L’illusione dell’escursione in mare aperto, con relativa nuotata con i delfini, nasconde un sistema di vera e propria sofferenza, perché questi mammiferi sono comunque impossibilitati nel dirigersi in ogni direzione a causa dalla presenza di reti fissate sott’acqua. Una prigionia imposta dall’uomo stesso. Il nutrimento sporadico li costringe a seguire le barche dei turisti solo con l’obiettivo di ricevere cibo, sottostando all’innaturale nuotata con gli umani.

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Stress

Delfino

Il contatto con l’uomo, anche una semplice carezza, può essere fonte di stress fisico e mentale. Per questo è poco consigliato nuotare al loro fianco, magari facendosi trasportare aggrappati alla pinna principale. Questo comportamento può favorire reazioni nervose da parte del mammifero, oltre che escoriazioni sulla sua pelle così delicata e la trasmissione di batteri e infezioni da parte dell’uomo.

Educazione alla compassione

I delfini devono poter nuotare liberi nel mare senza l’obbligo di esibirsi, trasportare nessuno sulla loro schiena, saltare in un cerchio o baciare qualcuno sul volto. Sono mammiferi delicati che devono poter far affidamento su una condizione di sicurezza e salute, specialmente se reclusi in acquari e parchi marini. Educare le nuove generazioni alla compassione e al rispetto dovrebbe essere la regola, evitando quindi di condurli presso questi spazi non naturali e coercitivi.

29 giugno 2018
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