È ricominciata oggi in quel del Giappone la discussa stagione della caccia al delfino, pratica che sarà ammessa per i prossimi 6 mesi, fino al febbraio del 2015. Al centro delle attenzioni delle cronache animaliste mondiali la città di Taiji, affacciata sul Pacifico nella provincia di Wakayama, tristemente nota per la mattanza dei mammiferi marini e per le sue acque ogni anno tinte di rosso sangue. Nonostante la mobilitazione internazionale, e addirittura il documentario premio Oscar “The Cove”, le autorità locali pare non abbiano intenzione di vietare la pratica.

Aperta da un comunicato dell’associazione di difesa della pesca di Taiji, la criticabile tradizione prevede la cattura e l’immobilizzazione di centinaia di delfini in una baia protetta, animali che vengono poi uccisi a colpi di bastoni e fiocine, quindi sezionati direttamente sul posto. La grande quantità di sangue persa dagli animali colora l’intera ansa di un rosso molto intenso, da cui deriva appunto il nome di “Baia della Morte”.

Le condizioni avverse del meteo non hanno permesso, almeno nella giornata di oggi, di procedere alla cattura dei primi esemplari, ma i pescatori locali promettono di rifarsi nei prossimi giorni. Le associazioni animaliste internazionali, invece, sono già in viaggio per monitorare la situazione e denunciare al mondo le atrocità che vengono normalmente compiute nella baia. Nell’impossibilità di fermare la mattanza, poiché ammessa dalle autorità locali, associazioni come Sea Shepherd promettono di fornire un live streaming, per rendere il mondo consapevole dell'”inumanità della caccia”.

La scorsa domenica 30 attivisti giapponesi hanno manifestato nella capitale Tokyo per chiedere il divieto alla cattura dei delfini, poiché – così come qualche mese fa ribadito da un appello di Yoko Ono – non rispetta i diritti degli animali né rimanda al mondo una buona reputazione della nazione. I portavoce dei pescatori hanno ribattuto sottolineando come le specie di delfino catturate non siano in pericolo d’estinzione e come, non ultimo, gli altri paesi mondiali tradirebbero una certa ipocrisia, poiché dediti all’uccisione di ovini, bovini e suini per scopo alimentare. In Giappone la carne di delfino è considerata un prelibato piatto di lusso, nonché l’ingrediente primario per rimedi naturali dall’efficacia tutt’altro che comprovata.

1 settembre 2014
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