Le foreste, oltre ad essere un patrimonio di biodiversità e risorse naturali inestimabile, sono fondamentali per immagazzinare CO2 e proteggere la Terra dal riscaldamento globale. La deforestazione selvaggia, negli ultimi decenni, sta privando l’umanità dei polmoni del Pianeta. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite solo nell’ultimo decennio abbiamo perso 130 milioni di ettari di foreste, pari a due volte la superficie della Francia.

Anche a livello regionale la deforestazione può avere conseguenze negative sul clima e mettere a rischio l’agricoltura. A rivelarlo è una recente analisi curata da un’équipe di ricercatori americani della University of Maryland, coordinata da Yan Li e Safa Motesharrei.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, ha analizzato le immagini satellitari sulla copertura forestale globale fornite dalla NASA. Grazie ai dati dell’agenzia spaziale è stato possibile analizzare l’impatto della deforestazione sulle variazioni di temperatura a livello regionale.

Gli scienziati si sono concentrati su due fenomeni distinti che vedono coinvolte le foreste: l’albedo, ovvero la quantità di radiazione solare riflessa dalla superficie terrestre, e l’evapotraspirazione, la quantità d’acqua che attraverso la traspirazione dalle piante e l’evaporazione dal suolo passa nell’atmosfera sotto forma di vapore.

Le foreste hanno un’albedo più bassa rispetto ai campi coltivati per via della superficie più scura della vegetazione e di una copertura maggiore. Le foreste da un lato assorbono una quantità maggiore di luce solare, aumentando la temperatura, dall’altro trattengono grandi quantitativi di acqua piovana, intensificando il fenomeno dell’evapotraspirazione, responsabile del raffreddamento del clima. Radere al suolo una foresta per far spazio alle piantagioni agricole, spiega Yan Li, può dunque influenzare direttamente il clima causando un aumento o una riduzione delle temperature.

Dall’analisi delle immagini satellitari è emerso che le foreste hanno un diverso impatto sul clima locale in base alla localizzazione geografica. Le foreste tropicali, più vicine all’Equatore, mitigano l’aumento delle temperature nell’intero corso dell’anno. Le foreste boreali e le foreste delle regioni temperate mostrano invece delle variazioni stagionali. Le foreste boreali, ad esempio, rendono il clima più caldo in inverno e moderatamente più freddo in estate, mentre le foreste temperate hanno un impatto più contenuto sul clima sia nella stagione invernale che in quella estiva.

Come ha sottolineato Eugenia Kalnay, una delle autrici dello studio, i dati satellitari hanno permesso di ottenere informazioni dettagliate sul ruolo delle foreste nei cambiamenti climatici regionali:

Sapevamo che le foreste hanno un impatto sulla temperatura. Questo studio ci ha fornito però una stima quantitativa più precisa sull’impatto delle foreste a seconda della posizione geografica, riconducendola ai cambiamenti nell’albedo e nell’evapotraspirazione.

La conoscenza dell’impatto delle foreste sulla temperatura può fornire strumenti importanti ai governi locali e agli agricoltori per mettere a punto metodi di coltivazione più sostenibili e contenere il tasso di deforestazione.

Radere al suolo le foreste per fare spazio ai campi coltivati può non rivelarsi la strategia giusta perché l’aumento delle temperature che ne consegue influisce sulla resa delle colture mettendo a rischio l’investimento. Secondo gli scienziati, la deforestazione può infatti ridurre o aumentare le temperature locali fino a 2°C, incidendo pesantemente sulle colture più sensibili alle brusche variazioni climatiche.

2 aprile 2015
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