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Nel corso della conferenza stampa di presentazione del decreto sviluppo il ministro Corrado Passera ha confermato tutti gli interventi illustrati in questo articolo. Il decreto passerà ora al Parlamento per la conversione definitiva in legge.

Arriva oggi in Consiglio dei Ministri il cosiddetto “decreto sviluppo“, predisposto dal ministro Corrado Passera per rilanciare l’economia italiana e per fare un po’ di ordine tra le decine di incentivi attualmente presenti in Italia per sostenere l’occupazione.

Dal punto di vista ambientale, sono quattro i punti importanti di questo decreto: la proroga delle detrazioni per i lavori di risparmio energetico in edilizia, il rinvio del SISTRI, l’abolizione del limite minimo per le trivelle nei mari italiani e la possibilità di scavalcare i pareri negativi delle Regioni sulle infrastrutture energetiche.

Riguardo alle detrazioni fiscali, si parte dalla vecchia detrazione Irpef del 55% per le ristrutturazioni finalizzate all’efficientamento energetico. Si dovrebbe scendere, però, al 50% con un tetto massimo di 96mila euro e non oltre il 30 giugno 2013. La misura, quindi, ancora non diventa strutturale ma resta appesa a un filo.

Per quanto riguarda il petrolio, invece, Passera conferma di volere più trivelle in tutta Italia. L’attuale limite di 12 miglia di distanza dalle aree marine protette, introdotto dall’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, potrebbe scendere a 7 miglia ma solo “per le attività individuate d’intesa fra i ministri di Sviluppo economico e Ambiente”, come si legge nelle bozze di decreto che circolano in queste ore.

Altro tema caldissimo è il cosiddetto decreto “sblocca centrali“, che verrebbe inserito all’interno del decreto sviluppo. Ci sono, in Italia, molte centrali elettriche e altre infrastrutture energetiche che hanno ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale positiva ma che non vanno avanti a causa dell’opposizione delle Regioni o di altri enti locali. L’idea di Passera è quella di permettere il via libera a questi impianti scavalcando il parere delle Regioni.

Infine, nel decreto sviluppo è confermata l’ennesima proroga del SISTRI, il sistema di tracciamento dei rifiuti speciali per il quale le aziende italiane hanno già speso centinaia di milioni di euro, sostanzialmente per nulla tanto che sono stati annunciati da più parti ricorsi alla class action. Sul SISTRI, poi, è in corso anche un’indagine della magistratura. SELEX, società del gruppo Finmeccanica che ha realizzato il sistema di tracciamento dei rifiuti, si è già espressa in maniera non favorevole su questo rinvio.

15 giugno 2012
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