Decreto sulle rinnovabili: “Napolitano non firmi”

Dopo l’approvazione del Decreto rinnovabili, oltre che dagli “ambientalisti di sinistra” sono piovute critiche anche da tutte le associazioni delle imprese di settore. In particolare Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Gifi sono state durissime con il governo, fino ad evocare l’intervento di Napolitano a certificare l’incostituzionalità del provvedimento:

Lo Schema di Decreto Legislativo nel testo adottato dal Consiglio dei Ministri è palesemente illegittimo sotto il profilo costituzionale in quanto viola uno dei principi cardine del nostro ordinamento giuridico che è la certezza del diritto e la tutela dell’affidamento ed è in contrasto altresì con le norme internazionali della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Inoltre è un atto arbitrario del Governo senza l’intesa delle Regioni che si sono pronunciate su un testo sostanzialmente diverso da quello approvato dal Consiglio dei Ministri. Sono state inoltre violate le prerogative parlamentari e, in particolare, la delega conferita al Governo. In altre parole il governo ha adottato un testo con finalità opposte a quelle fissate dal Legislatore

A preoccupare è anche il destino di 150 mila lavoratori, il cui futuro lavorativo resta ora appeso ad un filo. Come ha precisato Valerio Natalizia, presidente di Gifi:

Il decreto come approvato determina sin da subito effetti pesantemente negativi quali il ricorso immediato alla cassa integrazione straordinaria (stimabile inoltre 10.000 unità direttamente impegnate nel settore), il blocco degli investimenti per i prossimi mesi di oltre 40 MLD di euro, il blocco delle assunzioni e la perdita di qualificati posti di lavoro.

Insomma, quelle dipinte sono le scene di un disastro. Un disastro prevedibile, quando si riducono drasticamente e senza preavviso i finanziamenti ad un settore economico, introducendo limiti arbitrari che impediscono la programmazioni di investimenti a medio-lungo termine. Le suddette associazioni non negano la possibilità di ricorsi contro il decreto: la partita sulle rinnovabili resta aperta.

7 marzo 2011
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